Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; CASATI AGOSTINO
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1957
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757
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Vita d'esilio di don Agostino Casati veronese 757
nella quale va senz'altro ricercata la ragione prima della persistente persecuzione e del suo stesso lungo esilio. ')
Questa volta la pratica fu condotta rapidamente a buon termine anche pei buoni uffici del vescovo concordieuse al quale il Gasati, il 12 marzo 1857, rivolse vive azioni di grazie preannunziandogli la sua prossima partenza per Portogruaro appena si fosse sciolto decorosamente dagli impegni scolastici ohe lo trattenevano ancora qualche tempo in Torino.
Con un atto di onesta condotta civile e di perfetto galantomismo verso ehi aveva contribuito ad assicurargli il difficile pane quotidiano durante il più che settennale esilio, hanno termine le non liete vicende in Piemonte di don Agostino Casati, generoso prete veronese. 2)
Egli ebbe il raro onore di figurare nel libro d'oro della proscrizione lombardo-veneta del 1849 insieme ad altri pochi ecclesiastici (sette in tutto) due dei quali rimangono gloriosi nella storia del nostro riscatto non meno che in quella della patria letteratura: Ferrante Aporti e Francesco Dall'On-garo. Onore non piccolo, adunque, pel modesto arciprete spihmberghese che non è forse fuor di luogo aver rievocato anche per rispondere, in minima parte, alla precisa domanda del prof. Salvatorelli al nostro congresso fiorentino: Come vivevano gli esuli? . E, proprio d'uno di questi esuli, ho voluto parlare riserbando ad altra occasione una più generale e certo più interessante
risP0Sta' Erotico LEBURDI
1) Sire! Fino dai 25 febb. 1856 ho innalzato istanza a S. E. il Governatore Generale del Regno LombardoVeneto per l'impune ritorno in patria.
Il Consigliere Àulico Cav. Lakembacher De Edoardo m'impose la condizione di rinunciare al mio Patrimonio o Beneficio Ecclesiastico.
Io gli dimostrai ebe, per le leggi della Chiesa e Vostre, non potea in tutta coscienza: e m'appello a tutti i Vescovi della cristianità. Ma nulla ottenni.
Dopo il Vostro Sovrano Rescritto 2 dicembre Venezia, innalzai la mia istanza a S. E. il Governatore nel di 16 dicembre presso la vostra I. R. Legazione in Torino: e ancora ninna risposta.
Io ricorro quindi a V. M. per ottenere quel ritorno che la M. V. ba dichiarato già concesso a quelli che lo chieggono.
ó'irel Dal 15 marzo fino al 30 agosto 1849 fui carcerato nella fortezza di Osoppo. Subito dopo fui cacciato in esilio. Fui spogliato del mio Patrimonio e Beneficio Ecclesiastico, Fui sequestrato come un profugo.
Dichiaro al cospetto di Dio e Vostro che sono innocente. Nella carcere chiesi più volte il processo e non vidi mai faccia di giudice. Chiesi il processo nell'esilio profferendomi prigioniero per facilitarlo e in risposta ebbi lo spogliamento del beneficio e il sequestro.
SÌTBI imploro da Voi non clemenza ma giustizia. Doil Agostùw Dott. Guati
Torino, 27 gennaio 1857 Arcipr. - Vie. Foraneo di Spilimbergo .
La sua istanza al Sovrano partiva insieme ad altra meno altera domanda che in pari data, don Casati inviava al Governatore del Regno: Eccellenza! Avendo letto nella Gazzetta Ufficiale di Venezia il Sovrano Rescritto di S. M. l'Imperatore ohe dichiara benignamente di voler accordare l'impune rimpatrio a quelli ohe lo chiedessero a V. E., supplica l'umile sottoscritto di volergli accordare l'impune ritorno nella sua Diocesi di Concordia in Portogruaro e prométte di essere sempre suddito leale e fedele .
2) ]g Uopo l'esilio? Rientrato nel Regno rimase alquanto tempo a Portogruaro forse insegnante in quel seminario Invano insistendo per riavore l'arcìpretami di cui era titolare. Rimpatriato visse in Verona dal 1862 olla sua morte convivendo coi familiari nella parrocchia natale di S. Paolo di Capodimorzo, ove spirù il 24 gennaio 1887 senza che i giornali cittadini dei diversi partiti dessero di Ini alcun cenno necrologico. Vent'anni prima l'avevano preceduto nel sepolcro la sorella Vittorio (1805-1868) ed il fratello Don GiovanniMarin (1814-1868) Archivista della Caria vescovile. (Dalle gentili e preziose comunicazioni del già ricordato Prof. Fornelli).!