Rassegna storica del Risorgimento

VERONA ; LIBERALI ; CATTOLICI
anno <1957>   pagina <765>
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UNA CORRENTE CATTOLICO-LIBERALE NEL VERONESE DURANTE IL RISORGIMENTO
I. Due anni fa, pubblicando, a Verona, in un opuscolo, i risultati di alcune mie ricerche presso la Biblioteca civica veronese sul pensiero politico di Alessandro Bazzani, patriota e poeta del Risorgimento,l) sacerdote e docente universitario a Padova, dove tenne cattedra sino alla sua dipartita avvenuta nel 1889, ebbi ancora occasione e modo di documentarmi ed acqui­stare certezza della esistenza nel Veronese appunto di una notevole corrente di opinione etico-politica risorgimentale che, ben propriamente, potremmo denominare cattolico-liberale , e della quale Paliate Bazzani, sulla sera e nel solco che un secolo prima di lui aveva luminosa ni ente tracciato un altro illustre veronese, Scipione Maffei, fu non indegno esponente ed assertore.
E bene subito intendersi che tale solco non solo tracciato, ma ben ela­borato ed approfondito, dal grande erudito veronese Scipione Maffei, è cer­tamente soltanto quello di un illuminismo cristiano teoretico, pure nel campo eticopolitico, ancora lontano, però, nel tempo e nella caratterizzazione ideo­logica e pratica, da quel realistico patriottismo cattolicoliberale di cui Ales­sandro Bazzani fu aperto e coraggioso assertore, anche se non altrettanto acuto teorico. Ma, comunque, il che è stato chiaramente documentato e dimostrato da insigni scrittori contemporanei, da Giovanni Quintarelli, ad Antonio Scolari, a Luigi Rossi, a Celestino Garibotto,2* Scipione Maffei fu certamente, un secolo prima del periodo conclusivo del Risorgimento, un pre­corritore del cattolicesimo illuministico e liberale, e se egli ebbe ad un certo momento a ritrattarsi circa il punto di vista del giansenismo, ciò il Maffei fece solo sospinto dal timore di un separatismo dei giansenisti dal cattolicesi­mo, com'egli stesso confessa all'amico Mazzucchelli, dato (riferisce il Garibotto) che egli inclinava al partito dei giansenisti, perchè gii parevano più favo­revoli agli uomini di lettere dei gesuiti, che Io erano pochissimo . Senonchè (è sempre il Garibotto che scrive) in Francia, al contrario, gli accadde di mutare parere poiché gli era parso che tutto il fine del movimento fosse determinato dal desiderio di separarsi dalla Chiesa Romana, come avevano fatto in Inghilterra
Antesignano di un illuminismo cristiano e critico, al tempo stesso, fu dunque, certamente, il Maffei, tanto da fare asserire ad uno de' suoi più acuti
1) ABTUBO MANCINI, // pensiero politico di Alessandro Bastoni* patriota e poeta del Risor­gimento, in Quaderni di Vita Veronese (serie storica, n. 6, Verona, 1953). Vedasi nella Biblioteca Civica di Verona: Manoscritto 2026 - Gasse Letteraria - ubic. 90/1 Poesie Politiche e Patriot­tiche dell'Abate Alessandro Bazzani, emigrato politico .
2) Vedasi sull'argomento l'ottimo saggio di CELESTINO GARIBOTTO, Per la storia del Giansenismo in Italia e dei suoi oppositori a Verona, in Quaderni di Nova Ilistoria, Verona, 1950; GIOVANNI QUINTABELLI, Il pensiero politico di Scipione Maffei, Torino, Bocca, 1909; ANTONIO SCOLARI, Jl Consiglio Politico di Scipione Maffei, Verona, 1932; LUIGI ROSSI, Un precursore di Montesquieu, Milano, Gin Orò, 1941; ARTURO MANCINI, Scipione Maffei e la sua dottrina politicat in Vita Veronese, Verona, n. 11, novembre 1951.