Rassegna storica del Risorgimento

VERONA ; LIBERALI ; CATTOLICI
anno <1957>   pagina <766>
immagine non disponibile

766
Arturo Mancini
saggisti, il Quiutarelli, che il Malici è il primo scrittore che in Italia propu­gna apertamente la necessità di introdurre negli ordinamenti politici del nostro paese il principio della rappresentanza. Dieci anni prima che il Mon­tesquieu pubblicasse il suo saggio sulla costituzione inglese, il Mafiei fa una esatta e diffusa descrizione del meccanismo costituzionale del regno britan­nico e ne consiglia caldamente l'esempio come fondamento di riforma del governo veneto .
Egli fu quindi il precursore, oltreché nel Veneto anche in Italia e fuori, di una corrente di opinione illuministica, e cristiana e liberale nel contempo, da cui fu tratta, direttamente o indirettamente che sia, ispirazione e regola anche per un movimento cattolico-liberale risorgimentale che troverà nel Veronese ampia risonanza, e nell'abate Bazzana in particolare, non tanto e non certo un mero ideologo intellettualistico, quanto e soprattutto un pu­gnace e coraggioso assertore e propugnatore.
II. Certamente, quanto a facoltà teoretiche e critiche, quanto a pro­fondità d'ingegno filosofico e speculativo, si potrebbe benissimo rivolgere al Bassani l'acuto ma anche severo giudizio che Francesco De Sanctis e Giu­seppe Antonio Borgese formularono sull'opera letteraria e politica e patriot­tica di un ben più famoso poeta, Giovanni Berchet, nel cui solco ed indirizzo politico e morale sembra palese avere ampiamente attinto anche il nostro emigrato veronese.J)
E se, ordunque, ad uno dei più celebri capiscuola del Romanticismo cattolicoliberale in Italia non si risparmiano censure e critiche circa la po­vertà e la carenza di un pensiero filosofico e critico, noi dovremmo in via di equità indulgere verso la indubbia modestia del pensiero speculativo del Bazzani. Indulgere sì, ma non dimenticare e ciò va detto a tutto merito del poeta veronese che, anche in difetto di facoltà teoretiche notevoli ed eccezionali, i poeti e gli scrittori della scuola romantica cattolico-liberale (è un grande critico ad affermarlo, il Borgese 2)) crearono la storia, come noi oggi l'intendiamo, e il rinato cristianesimo preparò le menti all'idea dell'evo­luzione, che poi le trovò pronte .
Esattissimo giudizio, almeno a nostro avviso, poiché, per l'appunto, l'antimmobilismo, il dinamismo ed il progressismo sono gli elementi ed i caratteri essenziali di quel movimento idealistico e romantico fiorito special­mente dopo la Restaurazione e sviluppatosi durante tutto il Risorgimento con il fine, apparentemente letterario, ma sostanzialmente politico e morale, ed il cui obbiettivo centrale è rappresentato precisamente dalla evoluzione in senso cattolico e cristiano delle vecchie e superate ideologie conservatrici nel campo etico, politico ed anche sociale.
così l'indirizzo ed il line stessi della critica romantica in Germania ed in Italia, di tutta la letteratura romantica, rivelano un fondamento stretta­mente politico e morale , la letteratura doveva dirigersi al popolo, al po­polo di Germania per educarlo a dissipare i fitti vapori dei pensieri abituali al popolo d'Italia per inculcargli pensieri che tardavano a farglisi abituali . 3)
1 ) G. A. BOJICESE, Storia della critica romantica in Italia, Milano, Trevce, 1920, pp. 120-121 e sgg.
2) 6. A. BOBCESE, op. oft., p. 118.
3) 6. A. BOHGESE, op. di., p. US.