Rassegna storica del Risorgimento
VERONA ; LIBERALI ; CATTOLICI
anno
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1957
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pagina
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767
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lina corrente cattolico-liberale nel Veronese 767
Sicché Alessandro Bazzoni, nella sua esigenza patriottica di comunicare agli Italiani quelle sacrosante idee che tardavano a farglisi abituali , magari senza neppure averne ancora razionale consapevolezza, da solo cattolico che era, divenne ancora romantico, liberale, patriota, poeta. Almeno cogli scritti (egli ci ha tramandato) bisogna prendere parte ai maraviglioso movimento nazionale .
Ora, taluno potrebbe chiedersi se la stessa attività politica e patriottica dell'abate veronese non fosse se non la mera espressione individuale ed isolata di un emotivo o di un pioniere, anziché una vera e propria corrente o tendenza che abbia lasciato nel Veneto risorgimentale e nell'orbita della società di quel tempo alcunché di positivo e rimarchevole. Ma questo taluno avrebbe torto. Poiché non bisogna porre in non cale a tale proposito, l'essere storicamente documentato ohe tutto un movimento cattolicoliberale, o liberal-moderato che dir si voglia, agita il Veneto oppresso e s'inserisce profondamente anche nelle coscienze dei sacerdoti, persino di miei sacerdoti che nulla scrissero e ci tramandarono. Esistono quindi testimonia un acuto storico, il Briguglio *) delle tendenze politiche anonime nel Veneto che sono rappresentate da tutto quel vasto settore del clero che nulla scrisse, ma che molto operò per il tramonto dell'idea temporale dalla coscienza dei fedeli e dai dogmi del Cattolicesimo . E l'idea antitemporali-stica, quale presupposto essenziale all'unità ed all'indipendenza della Patria domina e caratterizza anche le fondamenta del pensiero politico del Bazzani, come ben si vede seguendo i passi della sua opera poetica; e tale posizione cattolico-liberale s'inserisce con perfetta aderenza anche nel solco di quella scuola romantica e cristiana che ha in Italia, per suoi maggiori esponenti, il Manzoni, il Rosmini, il Gioberti, il Pellico, il Tommaseo, il Lambiuschini, il Balbo, il Cantù, il D'Azeglio.
Tornando quindi alla già accennata povertà, soggettivamente intesa, dell'acume filosofico e speculativo dell'abate veronese, oseremmo, comunque, affermare e concludere che, malgrado tale carenza, ima poesia patriottica di questi letterati romantici, una, seppure stilisticamente mediocre, ode dell'abate Bazzani, avranno certamente contribuito alla causa della libertà politica, e quindi ancora a quella del proselitismo liberale, nella sua accezione più vasta, forse e certo di più di un'opera o di un trattato di filosofia, almeno in qncl momento ed in quel clima, almeno in partibus infidelium quanto a idee di libertà e democrazia, almeno di fronte a gente pochissimo colta ed addottrinata. E non sarebbe, obbiettivamente e concretamente, positivo tutto questo ragguardevole apporto e contributo?
Quanto poi alla natura ed all'indole contingente degli atteggiamenti e delle posizioni dei poeti romantici e idealisti e del Nostro, alla caducità, intendo, della loro letteratura politica, atteggiamenti i quali potrebbero, da molti o da taluni, essere ritenuti esauriti e superati dal raggiungimento degli obiettivi fondamentali da essi agognati, e cioè l'unità ed indipendenza nazionale e la caduta del potere temporale pontificio, dovremmo osservare che la validità dei presupposti essenziali della istanza cattohtìp-
!) LETTERIO BRIGUGUO, Lo spirito religioso nel Veneto durante la tersa dominazione austriaca, in Rassegna storica del Risorgimento, fase. 1,1955, p. 44.