Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <522>
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JS, Passamonti
schiera di patriotti i quali portassero al congresso federale l'espres­sione di tutti i partiti italiani. Noi vedremo in seguito che il Monta­nelli ed i radicali toscani sostennero il principio del suffragio uni­versale. Ma anche ad un osservatore superficiale della questione ap­pare chiaro, che non di questo suffragio intendeva parlare il Lam-brusehini bensì di un ampliamento del diritto elettorale, perchè, per il Ricasoli, del futuro destino d'Italia non dovevan decidere determi­nati individui, ma il popolo intero, in tutte le sue tendenze, rappre­sentato largamente da chi fosse stato giudicato migliore per il pen­siero e per l'azione. Al Lambruschini ed ancor più al Ricasoli, abi­tuato dalla sua natura a togliere nei problemi della vita ogni cosa di vaporoso e d'inutile, sembravano fuor di luogo le teorie in un mo­mento di lotta; ed, anche quando fosse stato possibile il discuterle, il barone Bettino voleva che la loro discussione avesse afferrato imme­diatamente il lato attuabile della questione onde giovarsene per il bene comune. Così alle proteste delTKaZia sulla necessità dell'unione, la Patria rispondeva, ponendo risolutamente il dito sulla piaga per farla conoscere e per guarirla: Noi non paventiamo della vittoria finale essa diceva il 7 aprile 1848 - non temiamo: ma ad un patto, che gl'Ita­liani tutti riconoscano non a parole sole, ma a fatti che scacciar V Austria, è ora il grande affare d'Italia, che per essere Uberi bisogna prima essere e il nostro essere sta tutto nella nostra unione * E, come il giornale pisano, ma con maggior pratica degli uomini e dell'ambiente 1 Patria si rivolgeva così ai lombardo-veneti: Non ci seducano lusin­ghieri sogni, non vogliamo comporre la nuova Italia ad antiche maniere. Ógni tempo ha i suoi bisogni e i suoi modi. La Confederazione italica non costituirà l'Italia in forte e riverita nazione se sarà tritata inre-pubblieucce e cantoni e non consterà di Stati non prepotenti, ma po­tenti. Deh! che la professione di voler essere uniti sia sincera; che l'esempio degli avi ci frutti senno .t E la Patria, mentre dimostrava il danno del dottrinarismo, persuadeva che senza l'unione sincera e completa delle nostre forze sotto Carlo Alberto era cosa folle sperare nella salvezza d'Italia. Il 13 aprile 1848 scriveva: Prima di cercare a modo di esaere fa d'uopo essere: la questione del modo del resto è tutta nella torma: quando la libertà è veramente attuata in un paese, le questioni intorno alla forma sono affatto secondarie .a In. difesa di Cario Alberto il giornale del Ricasoli presentava alla pubblica opi­nione i due proclami che il Re aveva emanati ai suoi popoli ed ai
La Patria, 213, 7 aprile 1848. a Iia Patria, 219, 13 aprile 1848.