Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <523>
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Unitarismo ed Antiunitarismo nel Partito Liberate tostiamo 53
lombardo-veneti. Da questi atti, diceva il periodico fiorentino, inten­deranno gì1 Italiani come parla un Re veramente italiano. La sua spada, non sarà mai gloriosa tanto, come ora, che si inchina riverente innanzi la sovranità nazionale .' H 10 aprile questo giornale pub­blicava un articolo di A. Fava, nel quale il Re di Piemonte era stre­nuamente difeso contro ehi lo rappresentava più come conquistatore della pianura padana che liberatore della patria. A che quindi, do­mandava il foglio del Ricasoli, esigere modalità di forme da questo re che si professava rispettoso della volontà dei popoli; a ohe togliergli il contributo delle forze della penìsola, la qual cosa sola avrebbe reso possibile Teffettuare la nostra indipendenza? Questa fusione degli ita­liani sotto Carlo Alberto, continuava la Patria: non inchiude per fermo nessuna anticipata risoluzione di problemi politici, ma è la schietta e doverosa espressione di tutti i cuori che si elevano all'al­tezza del sentimento italiano .* A guerra finita, osservava il gior­nale, deciderà la nazione il da farsi: ma ora, che i popoli sono sotto l'in­cubo tedesco, unico pensiero di ognuno deve essere il conquistare l'indi­pendenza. Iniziando fin da' primi ili aprile la campagna per la costi­tuzione del principato dell'Alta Italia la Patria rappresentava que­st'ultimo come la condizione swe qua non della nostra libertà: L'as­sicurano - essa diceva - efficacemente, col formare uno Stato forte che ne sia il più. valido antemurale e cosi 1* Italia acquisti quella forza che ora c'è necessaria per costituire la sua nazionalità . E con ardi­tezza, rara in quo' giorni: L'unificazione d'Italia , osservava il nostro giornale, sarà frutto del tempo, dell'esercizio delle libertà e dell'omo­geneità delle libere istituzioni. Spezzare il meno possibile gli Stati sarà fin d'ora un avviamento ad ottenere unificazione: fare delle regioni subalpine uno Stato grande e forte assicurerà l'indipendenza. Rifare il passato non gioverebbe: un passato che diede a città, a Stati glorie parziali, che fecero solo più grave e più cruda la servitù, perchè non diedero forza alla nazione ."
Anche VItalia del Montanelli e del Gentofanti parlava di unità e di nazionalità, ma ben diverso era il concetto loro da quello che ispi­rava gli uomini della Patria. I primi avevano sempre di fronte lo spettro di un Piemonte, che, fatto forte dalle circostanze della guerra, avrebbe potuto inghiottire la piccola Toscana e stabilire il principio della monarchia costituzionale in tutta la penisola. Non era spenta
1 La Patria, 212, 6 aprile 1848. La Patria, 216, 10 aprile 1848. La Patria, 217, 11 aprile 1848.