Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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1918
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E. Possa-monti
-Dato ciò che siam venuti dicendo ci vien fatto di domandare per quale ragione nella seconda metà del maggio 1848 si manifestò nel Capponi e nei suoi aderenti, e si acuì negli altri gruppi del liberalismo toscano, eccetto quello del Ricasoli, un'ostilità sempre crescente verso Carlo Alberto ed il suo regno, tanto da scendere ad accuse di intendimenti bassi e triviali. Quale fu la causa che mosse il buon marchese Gino a venir meno all'opera di solidarietà fra le diverse regioni italiane, perch'egli passasse al fianco di coloro che dell'unione incondizionata e perfetta erano oppositori inconciliabili ? Di questa nuova tendenza politica del granducato prima voce fu riferita alla quale ben presto si associarono vari altri organi dell'opinione pubblica toscana eccettuati ben pochi, come la Patria e la Gazzetta di Firenze che, per la sua posizione ufficiale, non poteva prendere un contegno deciso. E d'altra parte come spiegare il fatto che il Gioberti, nella .Camera Subalpina il M luglio 1848, rendendo conto del suo viaggio per l'Italia usava per la Toscana termini dolorosi come di un paese nel quale ogni opera di schietto patriottismo era destinata a fallire? Il filosofo torinese trovava, per il granducato, la amara violenza con cui aveva già assalito gli oppositori della libertà della patria. Né poteva egli parlare per eventuali mancanze di riguardo usategli nella sua peregrinazione pei* le varie città toscane, dalle quali, anzi, aveva ricevuto, apparentemente almeno, accoglienza onesta e lieta. Doveva egli avere compreso che, sotto la forma cortese, nascon-devasi una invincibile ostilità, non per l'uomo e per il pensatore, ma per il piemontese; e si era dovuto persuadere anche della inutilità di qualsiasi sforzo per infondere nelle sfere politiche del granducato la convinzione di una completa concordia di pensiero e di azione fra i due principati della penisola. E di questo suo particolare convincimento che non volle palesare nel luglio del 1848 il Gioberti fece pubblica professione nel 1851 quando era ubero di dire ciò che sentiva. Nel Rinnovamento discorreva della Toscana cosi: Le slesse sospi-zioni furono sparse e accreditale in Toscana, mentre era ministro Cosimo Ridolfi uomo colto ed onorando, ma troppo municipale. Anch'egli parve invidiasse al Re Sardo la gloria delle armi e al Piemonte la potenza delle aggiunte Provincie e prestò facile orecchio alle menzogne dei calunniosi.1
Come adunque spiegare l'abisso che dopo la prima metà del maggio 1848 divise i toscani dai piemontesi in un modo, che parve per vario tempo inconciliabile ?
J GIOBERTI, Del Rinnovamento civile d'Italia. Torino, Bocca, 1851, I, 209.