Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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1918
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531
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Unitarismo ed Anikmitarismo mi Partito Liberale toscano 531
sione dì falli accidentali ma convinzione sincera. TI sospetto di un tradimento doveva preoccupare incessantemente il Capponi se l'otto giugno 1848 al Tommaseo osservava: la mia sola paura è una pace sul Mincio, quello è il mal giuoco eh' io temo dal Carlo Alberto. I Piemontesi avrebbero sì voglia di governarci tulli coll'uggia e la pedanteria dei regolamenti loro : ma se Carlo Alberto vuole titolo di Re per qualche tempo bisogna che ammansi le pretensioni dei suoi.-
Già sapete che Piemontesi e piemontizzanti minacciano anche
la Toscana e tutti. Mariuolerie tutte stolte ma che forse potrebbero disfare anche l'Italia. Gli unitari pigliano ansa dalla rivoluzione di Napoli da loro creata o promossa almeno. E sì signore; ve ne ha che promettono a Carlo Alberto fargli piantare Tasta dove la piantò Alboino . ' Al Capponi evidentemente il timore che il granducato perdesse la propria indipendenza toglieva la serena visione delle cose. L'Austria desiderosa di accomodare le faccende di casa propria aveva nel maggio del 1848 cercato di aprir trattative con il Piemonte offrendogli la Lombardia, ma come è noto ad ognuno erano esse andate fallite per varie ragioni, non ultima un forte senso di dignità da parte del Càrignano. Che di ciò l'Austria si servisse per screditare la Casa di Savoia nella penisola è facile comprendere: ma che il marchese Gino si prestasse al giuoco del nemico sorprende, se non si ammetta almeno, che gravi motivi dovessero spingerlo a diffidare seriamente del Piemonte più di quel che potessero voci diplomatiche e tentativi sporadici dì individui privi di qualsiasi valore politico. E doveva esser fondato il timore del Capponi se anche al Matteucci, commissario toscano al campo, il 24 maggio 1848, scriveva: Il Piemonte dal principio della guerra avrebbe dovuto apertamente dichiarare che vuole per sé gli Stati vacanti. Se noi altri sotto gli Appennini, noi che siamo di impedimento all'unità ci contrapponessimo allo. Stato grosso e all'unità di quella parte d'Italia che è unificabile faremmo un gran peccato: ma eguale peccato farebbe chi volesse oggi disfare l'Italia credendo di mangiarsela. Conquiste oggi non si fanno e per questo mi piace la costituente che toglie via ogni apparenza di feudalismo. "È necessario accomodarsi alle situazioni che verranno fuori e soprattutto mostrare che si vuol mettere il Piemonte in Italia e non l'Italia in Piemonte .2
Bisogna però convenire che la colpa era in molta parte degli Stati sardi, non tanto per i loro governanti, quanto per chi, non valutando le intime ragioni della politica toscana, la interpetrava come
1 TOMMASEO e CAPPONI, Carteggio inedito, op. eli, H, 689, 690, 691, 9 CAPPONI, Lettere, op. dt, n, 4Ò2, 403.
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