Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <533>
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Unitarismo ed Aniiunikmsmo nel Partito Liberale toscano 638
per agire un'occasione propizia. E quand'essa erasi offerta il governo di Firenze aveva posto avanti le mani nella spartizione dei vecchi ducati parmense e modenese. E notevole osservare ancora che del ritorno di queste due terre al granducato non solo si preoccupavano gli uomini politici, ma tutto il popolo dello Stato che ne aveva fatto una questione di esistenza e di onore; ond'è che chiunque avesse cercato in qualche modo di impedire il conseguimento di questa finalità era considerato nemico della Toscana. E tale fu creduto il governo piemontese quando, emanato il decreto granducale del 12 maggio 1848furon visti agenti sardi lavorare con attivi lànelle terre di confine per impedire l'annessione della Lunigiana al resto del granducato, e truppe sarde entrare nei luoghi desiderati dal governo Ridolfì e dal paese. Il Bianchi l ha cercato con tutti i modi di difendere siffatto operato del gabinetto piemontese, acco­gliendo perfino voci di tradimento da parte di Leopoldo 11, voci gravi si, ma che questo storico sente in coscienza di non poter sostenere; e dimostrando, che affidare quelle due provinole si importanti stra­tegicamente ad uno Stato incapace di difenderle era facilitare il trionfo delie milizie austriache. Questo scrittore ha anche affermato che il pe­ricolo mazziniano nel ducati era tale da rendere necessario il riunirli ad un principato potente, per impedire che la repubblica sopraffacesse in Italia il principio monarchico.a
Checché ne dica Nicomede Bianchi, il quale scriveva per un fine ben ehìaro, è indiscutibile che l'intromissione piemontese nella Luni­giana e nella Garfagnana doveva per forza di cose apparire a tutti i toscani come prova evidente di unitarismo e servire ad indicare che gli Stati Sai-di, poco scrupolosi dell'esistenza altrui quando aves­sero creduto leso il proprio interesse, non avrebbero avuto alcun ritegno il giorno, in cui avessero voluto occupare l'intera Toscana. È cosa discutibile, se a queste ultime conseguenze avesse dovuto portare l'intervento sardo in Lunigiana; ma è certo anche che un tale modo di agire doveva destare i sospetti generali ed impedire ogni ulteriore tentativo di intima collaborazióne fra' due governi italiani.
E che fossero mutati gli animi nel granducato non solo prova­rono le idee che si scambiarono i più illustri liberali, ma lo di­mostrò il linguaggio slesso della stampa, anche di quella ufficiale,. Al
1 BIACCHI JX,, 1 ducali estènsi dall'anno 1815 al 1860, Torino, Società eal-
foie nazionale, 1852, H, pp- 2() Sft 5SI 60 62 8GSS" fiil a pag' 129
a Zom, Storia ornile della Toscana, m * - BIANCHI 3 Storia dèlia dìplonwma mwjfùU M MÌM dall'anno Me MMWW. MB- otorino, Società. Unione Epogrftfico-Edtorlce, 1865, V. 247.