Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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1918
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pagina
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537
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Unitarismo ed Antiunilarismo nel ParHio Liberale toscano 587
dello stesso mese criticando il metodo seguito nell'annessione lombarda ne faceva risalire i difetti ed i mali all'ambizione del governo sardo.1 Il 1<> luglio 1848 discutendo del suffragio universale parlava dell'Assemblea Romana come di istituzione che non erasi potuta effettuare per opera del governo torinese. E diceva : Ogni risoluzione, ogni atto, che non si ispirano sinceramente alla idea nazionale e dalla sanzione nazionale non vengano confermati, torneranno infallibilmente a danno di quelli stessi onde furon promossi *
Quando uscivan queste parole del giornale pisano, gli austriaci avevan riconquistato quasi tutto il Veneto e Carlo Alberto si affannava per organizzare contro l'irrompente valanga nemica le forze lombardo-venete, le sole sulle quali poteva contare per il suo esercito. Non a torto quindi lo spìrito mezzo sarcastico e mezzo angosciato del Giusti al Manzoni scriveva versola fine del giugno 1848 : In Toscana siamo di calza sfatta. La calza era di seta e c'è del buono tuttavia e c'è chi avrebbe il filo di rimetterla a nuovo: ma ho paura che l'arte se ne sia andata. 3, Per quanto anch'egli non fosse tenero peri piemontesi, non poteva tuttavia non vedere come gli italiani andassero verso la rovina per un eccessivo sentimento di sé.
Vera, come diceva il Giusti, chi avrebbe avuto il filo di rimettere a nuovo la Toscana, ma non lo lasciavano fare. La Patria aveva ammonito, chi si era levato contro il Piemonte, per ricomporre le cose, -comprendendo, che le questioni interne dovevano cedere il campo alla estera ed alla militare. E, mentre VItalia e la maggioranza della stampa liberale del granducato distruggevano nel maggio e nel giugno del 1848 l'opera paziente di anni, il periodico del Ricasoli cercava di richiamare sul retto sentiero gli animi esaitati perchè dimenticato il malumore dell'ora tornassero a sentirsi tutti fratelli. Alle invettive deli'ZfaZfo contro il municipalismo e l'egoismo dei piemontesi il foglio del barone Bettino opponeva l'esame imparziale della condotta del Carignano e del governo torinese : Carlo Alberto - diceva la Patria il 24 maggio 1848 - non ha snudato la spada che per l'indipendenza d'Italia * per essa il suo valoroso esercito è corso a combattere eroicamente, per essa tutti gli italianissimi popoli che ora formano lo Stato che diventa il Regno Italico son deliberati a tulio dare, a tutto perdere. L'indipendenza e nuiraltro è il grande assunto loro.*
1 U Italia, 107, 29 giugno 1848.
8 UItalia, 109, 1 loglio 1848.
8 Giusti, Epistolario, op. cit., IH, 104.
La Patriot 2i, 24 maggio 1848,