Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <538>
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E. Passmnonti
L'unità ideale degli italiani era richiamata, dalla Patria, alla memoria dei confratelli perchè cessassero dalle lotte e da tumultuose passioni. H 3 giugno 1848 questo giornale scriverai A sé non pensò Carlo Alberto : agli italiani pensava perchè per lui tutti coloro che serrali bel paese sono fratelli di una stessa famiglia, son cittadini di una stessa patria. L'offesa reeata ad un popolo italiano è recata a tutti e il capitano d'Italia è il vendicatore di tutti indistintamente .x
Un tale modo di agire non poteva piacere a chi non voleva vedere se non attraverso il velo della passione politica e dell'interesse muni­cipale, o non voleva almeno intendere le ragioni della parte avver­saria. Ond'è che contro la Patria ed i suoi redattori si scatenò una vera bufera nella quale la licenza, usata contro il Piemonte, fu dupli­cata dal fatto che giornale e scrittori appartenevano a quella Toscana minacciata dagli Stati sardi nei suoi immediati interessi. E contro la Patria non si sollevò solo la parte piti violenta della pubblica opir nione toscana, ma si posero le persone che le erano state fino al giorno innanzi larghe di favori di ogni specie. 11 Capponi al Matteuoi il 4 giugno 1848, parlando delle elezioni che si venivan preparando nel granducato, notava del Salvagnoli : È vero che il S. ha perduto alquanto della popolarità : me ne dispiace perchè è un uomo sul quale il paese vorrebbe contare: ma non eredo abbia scelto sempre la miglior via, uè i modi più acconci a fai si un piedistallo sicuro;.* Id il Vieusseux il 16 giugno 184S al Centofanti : Il Ricasoli ed il Salvagnoli con la loro imprudenza albertiana hanno provocato la mal­dicenza, poi la calunnia .3 Il Centofanli meno tollerante dell'amico Vieusseux, anche perchè meno al corrente delle mene segrete, il 15 giu­gno osservava: E.del Ricasoli e del Salvagnolit Io voglio conservata all'unione italica anche la individualità etnisca .*
Il Ricasoli non si spaventò per tanto sollevarsi del suo paese, né rimase inattivo. Se da un lato comprese essere cosa folle il continuare rigorosamente nella via seguita dall'inizio della campagna, dall'altro, non volendo né potendo cedere a chi riconosceva caduto in errore, cercò un indirizzo politico, che, conservando i principi sostenuti, sa­pesse riuscir più accetto alla folla, usando termini e forme più. adatte. Ma quello, che il barone Bettino non poteva né voleva sopportare un solo istante, fu l'accusa lanciatagli di essersi venduto al Piemonte :
* La Patria, 270, 3 giugno 1848.
2 CAPVOSI, Lettere, op. cit., n, 409.
8 Archivio di Staio di Pisa - Carteffffio Gentofanii- Busta n. 19.
* Biblioteca Nazionale di Firenze - Carteggio Viemseux.