Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <539>
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Unitarismo ed Antiunttarfotno nel ParUio Liberale toscano 539
se ne risentirono il patriotta ed il gentiluomo. 11 15 giugno Ì848 lo stesso Ricasoli, sotto il pseudonimo della Redazione, rispose ai suoi anonimi insultatori: Chi divulgò originariamente questa imputa­zione - egli disse - ebbe eerto un' intenzione inettamente maligna : intento a conseguire il fine non badò ai mezzi rei adoperati. Intanto gli incauti, e sono sventuratamente i molti, si fanno complici invo­lontari e servono a meraviglia ai tristi fini. Dichiaro adunque che ì fatti che mi sono imputati sono interamente falsi e costituiscono una pretta calunnia: sfido l'autore o gli autori a svelarsi, a mostrarsi a viso aperto, a fornire a me, ai miei concittadini le prove dei fatti a me imputati . l La sfida non tu, né poteva esser raccolta, per quanto continuassero gli attacchi alla Patria. E fra gli uomini più autore­voli del giornale fu concretato nei primi del giugno 1848 un nuovo metodo di lotta. Essi dovettero preoccuparsi della tempesta suscitata contro di loro, non perché paventassero direttamente peri propri inte­ressi, ma perchè temevano che la fiducia acquistata dal loro giornale, venisse scossa, e fosse rovinata l'opera ch'era loro eostata tanti sa­crifici.
È doveroso però riconoscere che né il Ricasoli né i suoi amici approvarono la condotta della stampa subalpina unitaria e la politica piemontese nella questione di Massa e Carrara. Il barone Bettino, se era unitario, lo era idealmente e sotto determinate condizioni, prima delle quali quella che fosse lasciato correr molto tempo, al fine di pre­parare le masse all'attuazione di questo principio e non si fosse giam­mai mostrato di voler violentare la libertà dei popoli. Doveva per il Ricasoli, venir la cosa da sé, quando, fusesi le energie della Nazione per la lòtta comune, il giorno seguente alla vittoria, le varie parti della penisola si fossero sentite strette in una tale compagine da ri­tenere inutile il tornare a dividersi in principati. Ond'è che la stampa piemontese e ligure unitaria avevano dovuto far nascere nel nostro barone una viva reazione e sorgere il dubbio, se egli non si fosse ingannato nel giudicare uomini e cose e se non fosse stato meglio, per l'Italia, il riaccostarsi al vecchio partito liberale. E se un tal modo di pensare era possibile nei Ricasoli, era anche più logico si formasse nel Lambruschini e nel Salvagnoli, i quali, meno profondi del loro amico, si sentivano in sostanza, oltre che italiani, toscani. Ed il Lambruschini infatti Tolto giugno 1848 scriveva al Ricasoli : Mi pare che questa insistenza dei giornali piemontesi pel Regno Unico Italiano cominci a divenire seme di discordie. In bocca loro è poca
1 La Patria, 282, 15 giugno 1848.