Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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E. PassamonH
generosità perchè si tratta di acquistare e non di perdere. Poi, f modi sono cattivi. Io vorrei che lasciando comporsi il forte regno subalpino si pensasse a combattere e vincere e non a scomporre gli altri Stati. Non ti pare? 1 Più energico il Salvagnoli, preoccupato della guerra mossa al suo giornale, temendo per il collegio al quale aspirava, osservava il 13 giugno 1848, all'amico Bettino: Da molti giorni ho pensato se ci conveniva rispondere espressamente nella Patria. Io mi sono persuaso che non convenisse perchè non è cosa di decoro ed è di pericolo. La Patria deve sempre sostenere che in Italia vi devono essere più Stati e fra questi la Toscana ingrandita della Lu-nigiana, di Massa e Carrara. Questo ha fatto, questo seguiterà a fare. L'articolo della Direzione che vi è oggi e anche il mio di fondo bastano a schiarire e a quest'ora avranno disingannato i sinceri. Non avranno disingannato e non disinganneranno i tristi i quali o vogliono escluderci dalla Deputazione o abbattere in noi il partito sano, quello del Principato civile nei vari Stati d'Italia.!*), con la visione del collegio pericolante, concludeva : Dirai alla Patria che mettano le notizie nude dei fatti piemontesi e non la polemica o le lodi di essi r Ma, ad onta di ogni sforzo, che le cose non procedessero bene, prova ciò che il Ricasoli scriveva al fratello nei giorni precedenti e susseguenti le elezioni politiche. Il 19 giugno, al suo Cencio, il barone Bettino confessava che a .Firenze addirittura lo spacciavano per mestatore del Piemonte e diceva, scherzando, di temere che il suo palazzo venisse assalito dalla folla; cose queste che lo indispettivano non poco, tanto da farlo uscire di senno contro quei birbanti i quali, a suo sentire, eran molti nel mondo politico del granducato.* Ai Lambruschini, il W, giugno 1848 raccontava che in Firenze lo facevan già per fuggito essendo stato egli scoperto capo di una congiura contro Leopoldo Il : e terminava commentando : Io non sono incurante del latto che vorrebbe farmi vittima e neppure personalmente me ne accoro : ma serie riflessioni mi fa fare la leggerezza di questa nostra città . * In virtù di questa persuasione il Ricasoli rimase sulla breccia cercando come abbiam visto di adattarsi ai tempi mutati. Un'ultima volta egli volle eliminare le diffidenze e cattivarsi nuovamente gli animi additando la via della salvezza a chi era acciecato dall'ira ed agli smarriti di buona intenzione. Mostrando il pericolò di un intervento
1 EIGASOLI, Lettere e Documenti, op. cit, I, 357.
2 EiOASOLr, Lettere e Documenti, op. oft* I, 359. BICASOLI, Lettere e DommentU op. eit, I, 303. 4 BICASOLI. Lettere e Documenti, op. eit, I, 361.