Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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1918
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541
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Unitarismo ed AnUwiitm-ismo nel Partito Liberale toscano 541
francese nella questione italiana scriveva nella Patria, il 25 giugno, così : La nazionalità nostra sarebbe un sogno se qualunque forestiero dominasse qualunque parte d'Italia e i diversi Stati italiani non fossero ricomposti ad essere a un tempo adatti a difendersi da qualunque straniero e stringer fra loro una federazione bilanciata bene e reale. La rivendicazione delle Provincie occupate non è un ingrandimento, ma un reintegramento del territorio nazionale il quale è determinato dalla natura.1 Q pericolo dell'intervento straniero era presentato dalla Patria, come dal giornalismo giobertiano in Piemonte, dal punto di vista dell'influenza che avrebbe avuto sugli ordinamenti interni: il principato italiano sarebbe andato incontro a seri pericoli, se invece di fondersi in una ideale mèta avesse offerto il destro all'idea repubblicana di agire contro la sua integrità. E l'uno biasimava, l'altro lodava, un terzo spronava perchè si rendessero conto, gli Stati Italiani, della realtà delle cose e del loro dovere.* Nobili, generose, ma vane fatiche : gli animi erano troppo inacerbiti dalle discordie perchè potessero ascoltare una voce di serena italianità.
Ed oltre quel che Siam venuti dicendo un avvenimento di non lieve importanza fece intendere quale fosse dopo la fine del maggio 1848 lo stato delle cose in Toscana. Come per miracolo si ridestarono nel Granducato le simpatie generali verso Pio IX. La Patria osò levare ia voce contro questo pericoloso ed inutile movimento; ma fu voce clamantis in deserto senza riflettere, che il suo contegno servi ad aumentare contro di èssa le antipatie che aveva destato per il suo unitarismo. Forse dette modo che ciò avvenisse il viaggio del Gioberti a Boma e ciò che fu riferito avesse egli esposto al Pontefice. L'autore delPrimato senza alcun dubbio aveva compreso che, per allontanare dal Piemonte ogni sospetto, conveniva che egli, incaricato dal suo Governo di una missione sì delicata, mostrasse l'insussistenza delle calunnie facendo omaggio al Principe, piti sospetto di tiepida italianità. Ma dal proposito del Gioberti al risveglio dell'entusiasmo toscano per Pio IX era una profonda differenza. Il primo subordinava il capo della Chiesa alla causa italiana e ne faceva un mezzo per salvare l'indipendenza della patria: il secondo se ne serviva per oppórlo a chi avesse voluto minacciare l'indipendenza del granducato. UCentofanti alVieusseux il 98 maggio 1848 scriveva: Gioberti ha parlato al Papa e ho letto oggi le parole di lui dette al popolo romano dopo essere stato dal Papa.
La Patria, 292, 25 giugno 1848.
3 La Patria 294, 27 giugno 1848 - 295, 28 giugno 1848.