Rassegna storica del Risorgimento

GALLUPPI PASQUALE ; GIACOBINI
anno <1914>   pagina <408>
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d w* at * s, .-Ciò. è lo stesso che proclamare il viweipto. ;geiiera.1.c della.hmirgede' monarchi, n principe, che così parla *, suoi popo.;egUJì g gj0TO che ha appena compiuta: lijpj- lustro della sua età. Egli àtfnaue dotato di un'anima grande; gè k :eón' Cagione,; che .qual Grande -èWùtato da' popoli delle Due Siepe,: '.anàma, glande ba .solamente ptiito concepire il peusiere: :suliime, jà iÈà racchiude la morale de1 fife efc anima
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sspw sione -de* proprj doverci,: ed. .esserne .profondamente penetotav;
IFanimirabile proclama -il nostro gran Ee" non sólamente ctttegr la. ,gnit angusto, .destinazione nel governo de' suoi popoli., ma vede ancora i marni pTineipalii, 'che debbono fargli conseguire 1 gran'fino. Egli -seo-yp-njài principio le illazioni, Egli vede, ili primo luogo, che gli n.omini wpfe; !ós<>no iesser Mici, senza esser virtuosi : egli! .conosce V intima ?m Mane;, elle passa iva la; a>iÉPe là: BéHgionéj::cliè: ,'ii; Mutimela ti religiosi
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e per estendere La sauiaone delle leggi, ', g)ér ótjienèi.tói. che, osse non possono presmàvere., ei iper ettaro* ciò' .che esse non porrebbero semprj gitìgnferè; ad iinped'ire f ed egli: x-ónciude? chedee roteggerfì la divina Keligione che C illumina. I grandi , dice il celebre MussilloU, *itf>U BOB grandi se non- peycliè eglino sonore;Tmnmgini della gloria del Signora, ed i depositari della sua potenza. Eglino, dunque debbono sostenere .l'pij teressi idi Dio,; di cui rappresentano la maestà, e rispettare; la JleligìMe che isola renile .rtsi>.e.tiiabiii loro: s'fessi*.
Dalla Migrane "volge; {nojsfe -gran R'eTó sguardo alla rie, che la felicitò ile' cittadini ritililede' una, .gelosa et
HJgj -che la felicitò 'de' cittadini, ii'clucde g gelosa e3< 3ìiC,-ÌI CRUi'Sbc queste custòdia few) dtìEfrl poi?5Ìp giudiàiariOj k - <w BsJ *fvìsàioMaptG, e noU'eìezìonegfc wtu1 .elip debbono comporlo, deveófcrè' llamag-
giuro afclietiaiiniu Clic gli sitt possibile. XI cittadino dee, sotto Ja.protózàeno della legge, o del pubblico potere, -vipera .tontemilo : egli non dee te­mercene i suoi diritti sieno violati. Magistrati, a ii la regia maestà con­segnò Ila, 'Spada di Ten ascoltate la voce del sapiente lisbrtore. Tutti i mici BttddàiJZegli diec> abbono essere uguali agli Jiigdejte legge.1
i Noi vogliami y? tettft - ohe i Hbri tribunali siano j-tanti tìaai.trittrjyi'ttaali "on debbono nitì-flèBore nròlunatf iagriutr'gbi, daJlo piotesaeni Ingluée,: da qualtmqaeKummro rigando- io;inl1eÈ>é;; Agli occhi della legge tatfo nostri auddiiii 'SMM> ùrtui-; e proeimem* eli*.:*!)* si resa imparzialmente la ghiatMa.