Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <542>
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JE. Passa/monti
Spero che fora gran bene .1 Ed il giorno dopo: Avete Ietto le prima pa­role dette dal Gioberti a Roma ? Il Papa, dopo aver parlato col Gioberti ha lasciato stampare la sua lettera all'imperatore .2 Il filosofo pisano ve­deva la questione con una certa superficialità non riuscendo a sceverare l'intima ragione dell'operato giobertiano dalla essenza reale del moto favorevole a Pio IX che si era venuto allora destando in Toscana. Ma quale esso fosse possiamo intendere da ciò che il Capponi, l'undici giu­gno 1848 scriveva al Tommaseo. Ragionando del discorso, fatto leggere sei giorni avanti dal Pontefice ai ministri romani, il marchese Gino os­servava: Quelle parole, dette in nome del Papa all'Assemblea romana, non le capiranno e non le capiscono, imbecilli che sono. Ma dite voi se quel discorso di sacerdote non quadra bene e non è, per ehi l'intende, còsa potente assai, come originale? Ad essi, ora tocca mestare: egli ha fatto il vero ufficio suo: il Papa è papa e.... ora il governo è se­colare .a Era così dimenticato ciò che erasi detto e fatto nella fine di aprile e nei primi di maggio 1848 per ritornare ai tempi nei quali la figura ieratica del Pontefice, assunta all'ufficio di restaurazione del­l'Indipendenza d'Italia, era additata come l'ancora di salvezza della nostra patria. Obliatine gli errori Pio EX tornava ad essere oggetto di.venerazione e riviveva così l'ideale federalista troncando il cam­mino a chi avesse voluto attuare un altro sistema politico. Si sarebbe potuto chiedere al Capponi quanta speranza avessero i liberali to­scani nel risorto Pontefice: ma questi, inscenando il federalismo, sal­vava il granducato dal pericolo piemontese da un lato da quello re­pubblicano dall'altro: anzi da tutti e due che molti in Toscana non riuscivano a distinguerli. E la coincidenza del viaggio del Gioberti in Livorno con i moti poco dopo scoppiati in questa città, l'affluirvi di elementi eterogenei, che, per venir da Genova e dal Piemonte erano sospettati di segrete intese con il governo di Torino; il favore, sebben tardo, del Guerrazzi per Carlo Alberto erano, per i nostri liberali, tutte ragioni di giudicare rovinosa per essi l'opera degli Stati sardi, e per abbandonarsi a chi si presentava loro pur di liberarsi da quest'in-cubo. E lo stesso governo Ridolfi, per via diplomatica, agiva affinchè fosse chiarita quale e quanta parte avesse il ministero Balbo o chi per lui nelle ultime sollevazioni livornesi.4
1 Biblioteca Nazionale di Fi-reme - Carteggio Viemseux. 3 Biblioteca bastonale ài Firenze - Carteggio Vienssenx* 8 TOMMASEO e CAPPONI, Carteggio inedito, OJJ. eit, II, 694. * BIANCHII., Storia della diplomazia europea, op. oit, V.