Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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JE. Passa/monti
Spero che fora gran bene .1 Ed il giorno dopo: Avete Ietto le prima parole dette dal Gioberti a Roma ? Il Papa, dopo aver parlato col Gioberti ha lasciato stampare la sua lettera all'imperatore .2 Il filosofo pisano vedeva la questione con una certa superficialità non riuscendo a sceverare l'intima ragione dell'operato giobertiano dalla essenza reale del moto favorevole a Pio IX che si era venuto allora destando in Toscana. Ma quale esso fosse possiamo intendere da ciò che il Capponi, l'undici giugno 1848 scriveva al Tommaseo. Ragionando del discorso, fatto leggere sei giorni avanti dal Pontefice ai ministri romani, il marchese Gino osservava: Quelle parole, dette in nome del Papa all'Assemblea romana, non le capiranno e non le capiscono, imbecilli che sono. Ma dite voi se quel discorso di sacerdote non quadra bene e non è, per ehi l'intende, còsa potente assai, come originale? Ad essi, ora tocca mestare: egli ha fatto il vero ufficio suo: il Papa è papa e.... ora il governo è secolare .a Era così dimenticato ciò che erasi detto e fatto nella fine di aprile e nei primi di maggio 1848 per ritornare ai tempi nei quali la figura ieratica del Pontefice, assunta all'ufficio di restaurazione dell'Indipendenza d'Italia, era additata come l'ancora di salvezza della nostra patria. Obliatine gli errori Pio EX tornava ad essere oggetto di.venerazione e riviveva così l'ideale federalista troncando il cammino a chi avesse voluto attuare un altro sistema politico. Si sarebbe potuto chiedere al Capponi quanta speranza avessero i liberali toscani nel risorto Pontefice: ma questi, inscenando il federalismo, salvava il granducato dal pericolo piemontese da un lato da quello repubblicano dall'altro: anzi da tutti e due che molti in Toscana non riuscivano a distinguerli. E la coincidenza del viaggio del Gioberti in Livorno con i moti poco dopo scoppiati in questa città, l'affluirvi di elementi eterogenei, che, per venir da Genova e dal Piemonte erano sospettati di segrete intese con il governo di Torino; il favore, sebben tardo, del Guerrazzi per Carlo Alberto erano, per i nostri liberali, tutte ragioni di giudicare rovinosa per essi l'opera degli Stati sardi, e per abbandonarsi a chi si presentava loro pur di liberarsi da quest'in-cubo. E lo stesso governo Ridolfi, per via diplomatica, agiva affinchè fosse chiarita quale e quanta parte avesse il ministero Balbo o chi per lui nelle ultime sollevazioni livornesi.4
1 Biblioteca Nazionale di Fi-reme - Carteggio Viemseux. 3 Biblioteca bastonale ài Firenze - Carteggio Vienssenx* 8 TOMMASEO e CAPPONI, Carteggio inedito, OJJ. eit, II, 694. * BIANCHII., Storia della diplomazia europea, op. oit, V.