Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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1918
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543
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Unitarismo ed Antiunitarismo nel Partito Liberale toscano 543
E non erano, no, in mala fede i liberali toseaìtiir se agivano in questo modo lo facevano persuasi, che tali fossero gli interessi della patria. À convincerci del loro sentire basterebbe ciò che il Cenlofanti l'indomani della vittoria di Qoito scriveva al Vieusseux: Cosa sublime è la patria: né s'impara ad amare davvero se non con questa disciplina che ci impone di sacrificarle ogni cosa e tutti noi stessi. Ma Dio protegga la nostra santa causa. Oh 1 viva le mille volte l'Italia I Abbiamo vinto, mio ottimo amico I. n nemico presto dovrà cedere ai feti che lo incalzano, imperocché mi pare che ora tutte le cause che debbono far trionfare la nostra causa non possono non produrre i loro effetti. Oh ! viva le mille volte la risorgente Italia .*
Nella realtà essi non sentivano per l'Italia di rinunciare alla loro dolce Toscana: onde quella contraddizione tra la teorìa ed il fatto che caratterizza la loro condotta. L'errore più deplorevole non era stato nel non intendere la concezione sostanziale della patria, ma Dell'aver fatto prendere il sopravvento nelle loro aspirazioni politiche alle passioni di parte, levando la voce contro istituzioni e persone che avrebbero dovuto esser sacre.
Erano così inconsciamente divenuti strumenti di chi contro quelle istituzioni e quelle persone aveva fino allora lavorato invano da anni : onde si comprende con quale profonda amarezza gli ispiratori primi del liberalismo italiano dovessero osservare, impotenti ad agire, il crollo dell'edificio costrutto in Toscana dopo tanta paziente fatica, e svanire le loro più care speranze, mentre si avanzava minacciosa l'armata tedesca che con il ferro ed il fuoco rincatenava la libertà della patria.
E. PASSAMONTI*
* Biblioteca Nazionale di Firenze - Carteggio Vtemsenx.