Rassegna storica del Risorgimento
1917 ; SOCIALISMO
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1958
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87
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TI socialismo torinese ed i fatti dell'agosto 1917 87
tazione più seria si è verificata allo stabilimento di Villar Perosa, ove gli scioperanti tenteranno ancora il giorno successivo, 26, di scendere a Pinerolo per dimostrazioni, fermati però dall'intervento precauzionale della truppa a cavallo. *)
La domenica 26 la città di Torino è ormai tranquilla e non si hanno più incidenti, anche se una certa eccitazione regna nelle barriere e qualche più scalmanato vorrebbe continuare la sommossa. Nel pomeriggio ed a sera una sparata folla segue per le vie del centro, improvvisando una manifestazione di simpatia, la musica militare che accompagna la guardia di palazzo reale. Un comitato composto dei deputati socialisti di Torino s'incarica di dare delle direttive agli operai, dato che i dirigenti, come si è detto, sono stati arrestati; un primo manifesto invitante gli scioperanti a riprendere il lavoro lunedi 27, redatto in termini che suonavano elogio alla rivolta e promessa di rivincita, è proibito dalla autorità militare, mentre ne viene permesso un secondo più breve e moderato, con il quale si comunica semplicemente la decisione di cessare lo sciopero e si salutano le vittime delle giornate scorse; esso reca le firme dei deputati Casalini, De Giovanni, Morgari e Sciorati. 2)
-) ACS, Guerra, b. 31, telefonate del prefetto, ore 11 del 25 agosto ed ore 23 del 26 agosto; telegramma del comando dei carabinieri al comando generale dell'arma, ore 0,45 del 26 agosto.
2) Ecco il testo dei manifesti: Sericite di Torino del Partito Socialista Camera del Lavoro.
Lavoratori Torinesi!
L'insipienza del Governo Centrale, l'ignavia dell'Amministrazione cittadina e le provocazioni indicibili del potere politico locale vi hanno fallo scattare unanimi in un movimento dì sciopero generale meraviglioso, forte, ammonitore ed esemplare. Scoppiato per la mancanza del pane, ceso si è subito tramutato in una decisa manifestazione contro la guerra che tanti lutti ba seminato e tanto sdegno ba suscitato in ogni animo in tutti i paesi. La forza brutale dello Stato borghese, la incoscienza della parte dei proletari vestiti in divisa, la dolorosa impreparazione della nostra organizzazione ad una azione risolutiva, ci costringono a consigliarvi di ritornare lunedi al lavoro. Non è consiglio di viltà quello che vi diamo, ma di saggezza e di forza. Noi intendiamo che non solo questo grandioso movimento proletario torinese sia avvertimento serio e definitivo al Governo monarchico borghese, perchè cessi questa strage inutile ed inumana, ma indichi anche a tutti i proletari d'Italia e dell'Internazionale il dovere di una più intensa e decisiva preparazione. Torniamo al lavoro, o compagni, ma con la coscienza di aver compiuto un atto coraggioso, degno e fecondo. È stato sparso sangue proletario, ma non invano. Salutiamo le vittime con una promessa di prossima, preparata rivincita.
Fu poi effettivamente diffuso il seguente manifesto: Ài Lavoratori Torinesi.
Compagni! Avendo accettato di rappresentare provvisoriamente le organizzazioni che per i noti eventi non possono regolarmente funzionare e dubitando che non sia stato comunicato e ne comprenderete facilmente le ragioni le decisioni della Sezione Socialista e della Camera del Lavoro, crediamo nostro dovere avvertirvi ohe le vostre organizzazioni hanno deliberato di invitarvi a riprendere il lavoro lunedì 27 e. Mandiamo intanto un reverente saluto alte vittime cadute con quella fede che rimarrà intatta nei vostri cuori. Torino, 26 agosto 1917.
I Deputati socialisti residenti a Torino: G. Casalini, A. De Giovanni, 0. Morgari, C. Scio-
2tttÌ'
(Testo comunicato telefonicamente dal prefetto alle ore 23 del 26 agosto, ACS, .Guerra, B. 31).
II primo di essi però fa concertato il giorno precedente, sabato 25, nel pomeriggio, quando ancona i dirigenti della sezione socialista ed i rigidi non erano ancora stati arrestati (cfr. // Grido del Popolo, 25 ag.-l " seti., cit.); ciò ne spiega l'intonazione violenta dovuta all'evidente prevalenza della corrente estremista* ti secondo invoco fu opera soltanto dei quattro firmatari e redatto nel pomeriggio del 26 agosto (ACS, Guerra, b. 31, telegramma comando dei carabinieri al comando generale dell'arma, ore 1,15 del 27 agosto).