Rassegna storica del Risorgimento
1917 ; SOCIALISMO
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1958
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89
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Il socialismo torinese ed i fatti dell'agosto 1917 89
tuiscono un primo gruppo di valutazioni dell'episodio di eui ci stiamo occupando. Dopo mi primo attacco al governo da parte dell'on. Modigliani per i provvedimenti restrittivi delle pubbliche libertà nelle pzovincie di Torino, Alessandria e Genova, dichiarate zona di guerra, I. il 17 ottobre l'on. Bovetti apre la serie degli interventi dei deputati piemontesi che, è opportuno notarlo, sono tutti tranne uno concordi nell'affermare che la mancanza del pane fu solo la causa occasionale dei moti. Bovetti nell'esporre la sua tesi dell'imprevidenza delle autorità locali dà alcuni particolari che dimostrerebbero il carattere antinazionale della rivolta, organizzata e diretta da capi socialisti: duecento operai tesserati del partito socialista avrebbero compiuto un vero e proprio reclutamento nei dintorni della città, mentre un noto dirigente socialista e pare alluda qui al Serrati partì da Milano per capeggiare i disordini. L'on. Bovetti soggiunge tuttavia che va dato atto ai deputati socialisti torinesi di essere stati riluttanti ad una azione tanto antipatriottica e che la maggioranza dei rivoltosi non era di Torino, bensì formata da gente venuta da ogni parte d'Italia in cerca di lavoro. 2) Anche l'on. Daneo in un suo breve intervento di qualche giorno dopo ritiene che lo spunto fu la effettiva mancanza di pane, ma che le polveri erano pronte per lo scoppio; e come per Bovetti anche per lui non erano torinesi i dimostranti che si abbandonarono per le vie cittadine ad ogni sorta di vandalismi. Egli però con molta lucidità dà un giudizio che ci sembra una delle più precise valutazioni del moto fatte da uomini politici di parte avversa ai socialisti a poca distanza di tempo dallo svolgimento dei fatti; infatti egli cosi sintetizza il suo pensiero: Scappò di mano agli ufficialidirò cosi la massa organizzata, e i sottufficiali e soldati assunsero occasione dalla mancanza del pane per precipitare quell'agitazione pacifista che era preparata . 3) Nelle espressioni del Daneo manca evidentemente una sufficiente informazione sulle correnti interne, della sezione socialista torinese, che gli avrebbe permesso di meglio comprendere ed inquadrare questa ribellione dei sottufficiali, ma egli va comunque assai al di là del suo collega Grosso-Campana, limitatosi a documentare ancora una volta le manchevolezze degli approvvigionamenti di farina, dalle quali secondo lui dipese essenzialmente la rivolta. 4)
Fra gli altri interventi spiccano soprattutto quelli di tre personaggi chiave: il socialista Casalina, che dichiara espressamente di parlare per incarico dei suoi amici, il commissario ai consumi Canepa ed il ministro dell'interno Orlando. L'on. Casalini nega anzitutto la veridicità dell'accusa che a Torino gioii ttiani e socialisti si fossero accordati per colpire alla schiena l'esercito combattente;5) ma le dichiarazioni del deputato socialista sono importanti per noi soprattutto per un altro aspetto, e cioè perchè, riecheggiando le parole dette da Romita in medias res nella seduta del consiglio comunale di Torino il 24 agosto, egli ammette che il movimento iniziatosi
I) Atti parlamentari. Camera, XXIV legislatura, 1* sessione, Discussioni; tornata del 16 ottobre 1917, pp. 14438-14439.
?J Atti parlamentari. Cornerà, eìt,, tornata del 17 ottobre 1917, pp. 14587-14588.
3) Atti parlamentari. Camera, clt., tornata del 20 ottobre 1917, p. 14786.
4) Atti parlamentari, Camra,eit.M tornata del 18 ottobre 1917, pp. 14641-14643
5) Atti parlamentari. Camera, eit,, tornata dal 18 ottobre 1917, p. 14649.