Rassegna storica del Risorgimento

1917 ; SOCIALISMO
anno <1958>   pagina <90>
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Alberto Monticane
per una causa economica non tardò a colorarsi di una ragione politica, il malcontento contro la guerra e la aspirazione alla pace. *) Non sembra invece convincente l'argomentazione con la quale il Casalini vuol dimostrare che la ribellione non fu preordinata dai socialisti: che i dirigenti della sezione torinese non avessero organizzato i tumulti ci sembra ormai a sufficienza chiarito dalla nostra esposizione stessa dei fatti, ma il deputato socialista, per discolpare i dirigenti locali dall'accusa, sostiene anche che i moti non furono una conseguenza delle predicazioni socialiste, perchè nei precedenti mesi di guerra già vi erano state numerose occasioni di malcontento popo­lare, che gli operai erano già da molto tempo in fermento, tanto che nel marzo già si agitavano per voler fare come si era fatto in Russia, ma che nonostante ciò si era riusciti a trattenerli; ci volle un disagio gravissimo come quello d'agosto per farli scendere a tumultuare per le vie, mentre la predicazione socialista non li aveva fatti muovere per 27 mesi. 2) À noi pare abbastanza chiaro che si potrebbe obbiettare che, esaminando da vicino l'ambiente socialista, si nota come la predicazione della frazione estremista avesse raggiunto una intensità massima proprio all'inizio dell'estate, allor­quando dai rigidi si minacciava agli esitanti dirigenti nazionali addirit­tura una scissione interna nel caso di un ulteriore temporeggiamento nel passare all'azione. 3) Resta comunque l'ammissione da parte del Casalini del carattere politico della sommossa, carattere politico non preordinato. È notevole osservare come a queste stesse conclusioni perviene nel corso ulteriore del dibattito lo stesso ministro Orlando, che riconosce l'origine economica dei fatti, dalla reale mancanza del pane, e la loro trasformazione in agitazione disfattista; se Casalini tacitamente si poneva sulla linea delle ricordate dichiarazioni di Romita, Orlando le riferiva direttamente a docu­mento del proprio discorso. 4)
L'on. Canepa, contro le affermazioni di tutti gli altri oratori, nega che la mancanza del pane sia stata la causa anche occasionale dei moti: malgrado
1) Dopo aver affermato che i moti ebbero le loro radici nella deficienza del pane sog­giunge: Quando la massa fu fuori delle officine, la massa che, fin dall'inizio, si era dimostrata contraria alla guerra e mai si era piegata a diverso atteggiamento, evidentemente non pensò che la deficienza del pane fosse solo conseguenza del disordine nel servizio degli approvvigio­namenti, ma pensò, e giustamente, che dipendesse in gran parte dalle condizioni di guerra, dimodoché la manifestazione por il pane divenne contemporaneamente una risoluta manife­stazione contro la guerra e per la pace. II movimento, iniziatosi per una ragione economica, non tardò a colorarsi di una ragione politica. (Atti parlamentari. Camera, cit., tornata del 18 ottobre 1917, p. 14655).
2) Atti parlamentari. Camera, cit., tornata del 18 ottobre 1917, p. 14656.
3) Vedi le forti espressioni della Giudice nell'assemblea del 2 agosto (ACS, Guerra, b. 31,
rapporto del prefetto* 8 agosto 1917).
1) Atti parlamentari. Camera, cit., tornata del 23 ottobre 1917, pp. 14901-14904; poiché Orlando nel suo discorso disse che il prefetto perdette del tempo prezioso nell'agosto in discus­sioni col commissariato ai consumi, il 20 novembre l'exprefetto di Torino Verdinois, posto a disposizione dopo i moti, indirizzava al ministro dell'intorno un memoriale per documentare la sua attività nella crisi del pone di Torino. XI memoriale in copia in ACS, Guerra, b. 31 ; esso è uno degli elementi che provano l'assoluta mancanza di dolo nella deficienza del pane. Il Verdinois riprese poi le argomentazioni diti memoriale in un libretto pubblicato alcuni anni pio tardi, ove toccava anche altre questioni (E. VKRDINOIS, Lo sommossa di Tarino del 1917 e l'approvvigionamento del grana. L'occupazione dei telefoni di Verona dicembre 1922, Per legit­tima difesa, Roma, Stab. Tip. S. I. T. JB 1925).