Rassegna storica del Risorgimento
1917 ; SOCIALISMO
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1958
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91
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Il socialismo torinese ed i fatti dell'agosto 1917 91
tutte le difficoltà di approvvigionamento che egli ricorda, a Torino il grano, secondo lui, non è mancato e soltanto politiche furono le cause della sommossa. Non è più. necessario ripeterci per dimostrare che, qualsiasi ne fosse il motivo, di pane a Torino a metà agosto non se ne trovava che in minima quantità, è invece opportuno considerare un'altra grave dichiarazione di Ganepa e cioè che due giorni prima dello scoppio dei disordini i due più importanti molini della città arrestarono la molitura del grano adducendo a motivo uno la rottura di un canale e l'altro asserendo di dover dare olio alle macchine. ') Il Ganepa non trae le conseguenze di questa sua affermazione, ma è evidente che se essa corrispondesse a verità, potrebbe far supporre una precisa volontà di provocare un pretesto a dimostrazioni; orbene, non sappiamo l'origine della diceria raccolta dal Ganepa, che per di più non fa i nomi dei due molini, ma possiamo senz'altro dimostrarla senza fondamento sulla base di un documento del questore di Torino diretto al giudice istruttore nel processo Barberis e compagni in data 29 ottobre 1917, ossia pochi giorni dopo le dichiarazioni alla Camera dell'on. Canepa, nel quale si afferma che da accertamenti eseguiti non risulta il fatto denunciato dall'ex commissario ai consumi. 2> Gade così uno degli argomenti a sostegno della preordinata organizzazione della sommossa.
Per il restante periodo bellico una seconda volta i fatti di Torino sono oggetto di attenzione da parte dell'opinione pubblica e delle autorità, e precisamente in occasione della celebrazione del processo contro coloro che erano stati deferiti al tribunale militare come i maggiori responsabili del movimento; rinviato più volte, il dibattimento si svolse assai velocemente nel luglio del 1918 ed il due agosto fu pronunciata la sentenza di condanna degli imputati Barberis, Pianezza, Dalberto, Giudice, Rabezzana e Serrati, a pene varianti da sei anni di reclusione per il Barberis a tre anni e un mese di detenzione per la Giudice.3) Nel corso del processo, in cui presero la difesa e testimoniarono in favore degli accusati i più noti professionisti e dirigenti socialisti, non affiorarono particolari elementi per giustamente vagliare i fatti di Torino, poiché lo scopo precipuo dei difensori fu soprattutto di stornare dai singoli le gravi imputazioni a loro carico e dimostrare che essi non avevano partecipato, diretto o provocato l'insurrezione. Interessante invece il fatto che il tribunale militare con ampia motivazione ravvisava sei dei tredici imputati colpevoli dei reati loro ascritti, ossia di avere mediante la propaganda contro la guerra e la eccitazione alla ribellione attraverso una lunga serie di riunioni e comizi, dall'inizio della guerra all'agosto 1917, provocato l'insurrezione dei giorni 22-26 agosto; con tale sentenza il fattore mancanza del pane, che aveva cosi attratto l'attenzione del dibattito alla Camera nell'ottobre 1917, perdeva quasi completamente d'importanza, ridotto a puro motivo occasionale, per lasciar posto essenzialmente al significato politico dei fatti.
1) Atti parlamentari. Camera, eh., tornata del 20 ottobre 1917, p, 14776.
2) Proccsito, faBC I, p. 115.
3) Le condanne furono lo aegacutì; il Barberis u sei anni di reclusione; il H altezza un a quattro di detenzione; il Serrati a.tre anni e tei mesi di detenzione; il Pianezza, il Dalberto e la Giudice a tre anni e un mese di detenzione (Sentema, eit. p. 27).