Rassegna storica del Risorgimento
1917 ; SOCIALISMO
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1958
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Il socialismo torinese ed i fatti dell'agosto 1917 95
confidenziale e egualmente false. Il prefetto Taddei potè smentire queste notizie perchè, essendo già note alla questura di Torino, esse erano già state oggetto di speciali indagini.l) La mancanza negli atti del processo di elementi sull'attività dei giolittiani è pertanto non il frutto di una carenza di indagini, bensì la necessaria conseguenza del risultato negativo delle indagini stesse.
Ma allora quale è dunque il giudizio da darsi dei fatti dell'agosto 1917? Dalle vicende della sezione socialista torinese, che siamo andati ampiamente illustrando, dalla constatazione della reale crisi del pane e infine dai dettagli dello svolgimento dei moti stessi, ci sembra appaia abbastanza chiaramente come in un ambiente operaio di forti tradizioni e salda organizzazione, particolarmente eccitato alla ribellione da una minoranza estremista e rivoluzionaria, la temporanea, per quanto grave, deficienza del pane abbia offerto l'occasione, gettata la scintilla che scatenò la rivolta degli operai; nessun piano concreto era preparato, la ribellione era però da tempo negli animi degli operai, le circostanze favorevoli, l'esempio russo trascinatore. Non ci fu bisogno di ordini dei dirigenti la sezione socialista e neppure della frazione rigida: si sapeva già come fare e fu facile passarsi la parola d'ordine di cessare il lavoro nelle fabbriche, di scendere nelle vie, di mettere in pratica contro la forza pubblica, che impediva la riunione degli organizzati nel palazzo degli operai, le minacce tante volte pronunciate nei comizi dagli estremisti: dopo i primi scontri l'illusione di imporsi alla volontà del governo, di arrestare la produzione bellica, di far finire il conflitto e con esso il predominio della borghesia che lo aveva voluto, fece il resto. I dirigenti del partito socialista non vollero assumere la direzione della sommossa né riuscirono a frenarla; i rigidi cercarono di sostenerla ed impedire che si esaurisse troppo presto; la forza pubblica tentò di soffocarla: in realtà originatasi spontaneamente, proseguì senza ordine sotto l'impulso dei gruppi più audaci ed estremisti e si esaurì da sola. Movimento tipicamente disfattista non ebbe consenzienti i moderati socialisti locali né corrispose, nel suo rivoluzio-narìsmo impulsivo e distruttivo, alle idee di Gramsci e dei suoi amici, cui tuttavia giovò poiché da esso in sostanza meglio compresero la necessità di una salda organizzazione di fabbrica, cosciente dei propri fini, per otte-
1) Le informazioni riservatissime che in data 6 novembre 1917 l'ufficio del capo di S. M. della Marina trasmetteva alla presidenza del consiglio dei ministri, alla direzione generale della P. S. ed alla sezione R del servizio informazioni (copia in ACS, Guerra, b. 31) contenevano fra l'altro questi particolari: due giorni prima dei tumulti vi fu una riunione di una decina di capi socialisti, fra cui Barberis, Romita, Pavesici e Giudice, all'Alleanza Cooperativa durante la quale furono dati a cinque dei più influenti giovani socialisti dei singoli rioni gli ordini verbali per la rivolta di due giorni dopo; al tonnine della riunione l'nw. Scaletta ai recò in casa del San. Fraaati, col quale ebbe un colloquio di mezz'ora, gli consegnò dallo carte e torno alla Alleanza dova era atteso dai rumpagni riuniti . Il prefetto Taddei nel suo rapporto del 9 dicembre 1917, in risposta al ministero che gli aveva comunicato tali informazioni, affermava che nulla óti preciso risultava circa ordini dati dal capì socialisti due giorni prima dei tumulti e proseguiva! Insussistenti sono i voluti contatti fra socialisti ed i giolittiani coma non sussiste ohe l'aw. Scaletta abbia avuto rapporti col Senatore Frassati. Nulla del pari risulta circa la diceria che i Delegati dei ' Soviet ' abbiano versato una forte somma a questi socialisti per alimentare la rivoluzione. Moltissime voci del genere sono corse durante i tumulti e vennero pare raccolte dall'Autorità Giudiziaria ma le indagali furono del tutto infruttuose (ACS, Guerra, b. 31 ).