Rassegna storica del Risorgimento
1917 ; SOCIALISMO
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1958
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Alberto Monticane
nere il raggiungimento di obbiettivi rivoluzionari. E questa fu tra le conseguenze dei moti certamente una delle più importanti nell'interno del socialismo torinese: era il fallimento dei e rigidi e di ogni estremismo anarcoide, subentrava ima nuova preparazione a quello ohe sarà il comunismo del-l' Ordine Nuovo.
Nella generale politica interna del paese i fatti provocarono naturalmente una maggiore restrizione nelle manifestazioni pubbliche delle organizzazioni socialiste, ma non si ebbe un involgimento reazionario da parte governativa. Le conseguenze delle violenze operaie in Torino, compiute da torinesi o piemontesi, e non da immigrati da altre parti d'Italia come l'amor patrio cittadino volle far credere, ebbero invece certamente notevoli conseguenze psicologiche nei rapporti fra borghesia e proletariato nel senso di ima rottura, che ovviamente è difficilmente documentabile, ma che non può non collegarsi con le violenze e con le paure del dopoguerra torinese ed italiano.
Che poi, come alcuni autori comunisti sostengono, i fatti di Torino abbiano provocato o comunque siano in relazione con Gaporetto, ') non è esatto: contrariamente alle affermazioni di tali autori il numero degli operai torinesi inviati al fronte dopo i fatti, privandoli dell'esonero, fu ridottissimo ed inoltre essi furono inquadrati in squadre addette a lavori e non distribuiti fra i corpi combattenti in linea. 2) La notizia della rivolta fu conosciuta parzialmente anche dai combattenti, ma dalle risultanze della commissione d'inchiesta su Gaporetto e dai risaltati delle recenti indagini storiche sulla battaglia appare da escludersi un rilevante influsso della sommossa torinese sull'animo dei soldati e comunque un qualsiasi nesso di causalità fra essa e la rottura del fronte orientale nell'ottobre 1917.
ALBERTO MONTICONE
1) La Cronaca cit. annovera i fatti di Torino fra le causerai. Caporetto (p. 665); il Grieco (R. Carneo, Le ripercussioni della Rivoluzione russa in Italia, cit., p. 990) vedo il collegamento ancora più stretto: I fatti di Torino giunsero alla fronte e lievitarono Caporetto. Gaporetto è stata una insurrezione di popolo che non riuscì a trovare il modo di raggiungerò e di spezzare lo Stato. Cosi dal pio al meno gli altri autori comunisti che si sono occupati dell'argomento sino ad anni anche recenti: vedi infatti M. MONTACNANA, Ricordi di un operaio torinese, cit., p. 74; P. RoBom-6. GERHANETTO, Trent*anni di lotte dei comunisti italiani 2921-1951, Roma, Edizioni di coltura sociale, 1952, p. 18.
2) Gli operai inviati al fronte dopo i fatti di Torino e prima della battaglia di Caporetto fu assai limitato: in ACS, Guerra, b, .'ii, vi ò un elenco nominativo degli esonerati, dispensati, operai militari e comandati messi a disposiziono dell'autorità militare: esso comprende 182 nomi di operai, di cui 177 effettivamente partiti per la zona di guerra fra il 4 settembre e il 6 ottobre 1917. L'elenco reca lo dota del 30 ottobre 1917. La commissiono d'inchiesta per Caporetto da poi il nomerò complessivo di circa 300, precisando ohe essi non furono inquadrati nei reparti combattenti, ma incorporati nelle centurie lavoratori I021ft (3* armata), 1015* e 1010 (2tt armata); Relazione della Commissione d'inchiesta, DaW Isonzo al Piave (24 oitobre-9 novembre 1917), Roma, Stabilimento Poligrafico per l'Amministrazione della Guerra, 1919, voi. II, pag. 494 nota 1.