Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; BRESCIA
anno
<
1918
>
pagina
<
547
>
L'Archivio di Stato in Brescia
547
dipendenti. Trattando dell'andamento generale dei servizi, il marchese Paulucci lamenta la confusione e promiscuità di lingue in pregiudizio della chiarezza e propone di adettare in servizio la sola lingua italiana, sia perchè gli stessi naturali austriaci la conoscono assai bene, sia perchè la maggior parte dei veneti impiegati di amministrazione e di cancelleria sono in età sì avanzata che riuscirebbe loro pressoché impossibile imparare il tedesco ; e più sotto, parlando degli ufficiali di nave, deplora che fra essi regni poca armonia e attribuisce questo fatto alla diversità di origine e di educazione e alle vicende politiche che avevano agitato l'Europa negli ultimi tempi.
Nella stessa biblioteca sono conservati due volumi manoscritti, nei quali il sacerdote Giovanni Zanardini diViUaGardonein ValTrompia registrò giorno per giorno i casi pubblici e i casi privati, gli uni divisi dagli altri, per un lungo periodo di tempo, dal 1835 al 1877. Non v'è ordine alcuno e sono raccolte insieme ciarle, satire, pettegolezzi, particolarmente a carico di preti, notizie di funzioni religiose, di riunioni comiinitative, di fatti e avvenimenti del paese e della provincia. Dopo la rivoluzione delle Cinque giornate il cronista abbandona ogni chiacchiera vana e, registrando i fatti politici di maggiore importanza non solo per la Lombardia ma per tutta l'Italia, si dimostra risolutamente avverso ad ogni oppressore straniero. Cosi, ad esempio, scrive nel giugno 1849: Oudinot, capo dei traditori, alla testa dei Francesi repubblicani, commette le più infami scelleratezze contro Roma pure repubblicana.... I Russi in numero imponente invadono l'Ungheria.... Il cholera dovrebbe uccidere tutti i Francesi infami.... e il tifo tutti i Russi violenti... .
Notevole importanza per la storia dei corpi volontari nella guerra del 1866 hanno due lettere ufficiali dei generali Garibaldi e Avezzana al sotloprefetto di Salò, con le quali si richiedono botti per costruzione di una zattera e circa 3000 fucili che dovevano essere ritirati alla Guardia Nazionale dei diversi comuni della provincia. La lettera di Garibaldi, con sola firma autografa, porta la data di Salò, 20 giugno 1866.
L'Archivio possiede anche una raccolta di giornali politici, particolarmente di Milano, e una serie di più che sessanta grosse buste di avvisi, bandi, proclami, circolari, manifesti, bollettini, indirizzi, dalla prima costituzione del Governo provvisorio del 1797 fino al 1859, alla caduta cioè della dominazione austriaca e all'avvento della nuova amministrazione italiana.
ERSILIO MICHEL.
87.