Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
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1958
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Mòri e periodici 127
costituzionale della repubblica napoletana, perchè incomprensibile alla luce della stona costituzionale francese. Le costituzioni giacobine sono la prima tappa della moderna storia degli ordinamenti politici in Ti alia , ma esse sono precedute da un movimento di idee e di dottrine, le cui origini vanno ricercate ben oltre il periodo rivoluzionario. 11 pensiero giuridico italiano ha .preparato il terreno al rinnovamento degli istituti giuridici del nostro paese ed ha contribuito positiva* mente all'acccttazione del costituzionalismo francese. Sotto questo aspetto sia partecipazione nei giureconsulti italiani allo svolgimento della nuova dottrina del diritto pubblico, quale si veniva formando in tutto il mondo europeo è stata molto maggiore di quanto solitamente affermino i negatori dell'esistenza di un nostro pensiero costituzionale (p. 24). Anzi, se non si tiene nel debito conto l'evoluzione della scienza del diritto pubblico in Italia nella seconda metà del Settecento, non si può comprendere appieno la storia costituzionale del triennio. Questa considerazione ha portato il G. a studiare in un denso capitolo, che costituisce una delle parti più originali del volume, il contributo culturale e scientifico italiano alla formazione del costituzionalismo moderno e in particolare la discussione intorno ai fondamenti contrattualistici delle società e al diritto naturale. Il concetto della felicità pubblica e dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e la loro partecipazione al governo dello Stato, sono la base della critica alle istituzioni assolutistiche e le premesse delle nuove dottrine pubblicistiche, delle quali il C. trova le prime affermazioni concrete nei progetti costituzionali del Maffei, del Gorani, del Vasco, di Pietro Verri e di Pietro Leopoldo.
La recezione in Italia del diritto pubblico francese non avvenne perciò in modo passivo e automatico, come affermavano il Cuoco e la storiografia moderata, ma fu il risultato di una preparazione culturale italiana, che aveva arricchito, osserva il G., di propri e originali sviluppi la diffusione nel nostro paese della speculazione pubblicistica d'oltralpe e che si manifesta con la creazione, in seno all'organizzazione politica giacobina, di istituti che non derivavano dall'esperienza politica francese, ma spesso si innestavano nella tradizione giuridica dell'illuminismo italiano, dal quale i giacobini traevano alimento ed ispirazione (p. 207). Queste premesse hanno condotto il G. ad apprezzare maggiormente le innovazioni delle costituzioni italiane del triennio, che corrisponderebbero meno ad un riflesso della evoluzione delle dottrine e della prassi costituzionale francese che non ad un contributo positivo del pensiero giuspuhblicistico italiano, il quale, poi, ha nella costituzione napoletana del 1799, che- è quella che più si allontana dal modello francese, la sua più pura ed organica espressione.
L'impossibilità di un incontro sul terreno costituzionale tra i poteri costituiti (che non accettano la discussione se non su quello amministrativo e della concreta legislazione) e i ceti colti della borghesia e dell'aristocrazia (che domandano il rinnovamento- delle strutture statuali e garanzie costituzionali) spingerà questi ultimi alla ricerca di un nuovo regime politico sull'esempio dell'esperienza francese. Questa rottura, però, come il G. ammette, porta alla creazione di un nuovo sistema rivoluzionario che, anche in Italia, non ha alcuna connessione con l'antico regime, poiché al mutamento degli ordini e delle istituzioni si era accompagnato quello delle idee e delle passioni, infrangendo così ogni continuità col passato (p. 147). Non discendono dal Vico i Napoletani del 1799, ma si ricollegano anch'essi alla grande corrente delPilluminismo europeo: le loro aspirazioni e le loro speranze sono dominati da una grande fede: la certezza che il mondo deve cani biare, che hi legalità deve essere mutata, che il bene deve trionfare una buona volta sul male (p. 43.). Questo stato d'animo rivoluzionario porta ad accogliere la costituzione dell'anno HI non come una imposizione estranea, ma come un ideale di rinnovamento e di redenzione.
L'ordinamento costituzionale delle repubbliche italiane (ricalcato nelle lineo essenziali su quello francese), non fu quindi Imposto brutalmente dall'esterno, ma