Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
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ancora, verso l'epilogo, i rapidi ma sostanziosi accenni all'attuale sterilità, sul terreno storico, dell'esistenzialismo; alla tendenza per lo più erudita della storio* grafia cattolica, che non è ancora riuscita a fare appieno i conti con lo storicismo, quando pur non cade nell'apologetica- e nell'agiografìa; alla quasi assenza di preparazione, eccetto qualche segno promettente, nei saggi storici di giovani marxisti (scriveva recentemente su Società Mario Rossi che i marxisti devon prendere ancora coscienza della categoria dell' alienazione umana , che è il motivo centrale dell'etica scientifica di Marx). Pertanto il Bulferetti è d'avviso che la migliore storiografia recentissima è ancor sempre ispirata al Croce e al Gramsci. D'accordo. Ma, quanto al Croce, perchè della sua teoria sia assicurato l'elemento duraturo, pare a me, se non erro, che la scuola crociana dovrebbe dar maggior rilievo, al di fuori di ogni assolutismo, alla persona umana e rinunciare, che è ormai tempo, all'illu. sione romantica (dirò con le stesse parole del Garin) della spontaneità del soggetto sciolto da ogni vincolo con il mondo fisico.
H sapiente e accuratissimo lavoro del Bulferetti, di cui, per ragioni di spazio, abbiam dovuto toccar solo frettolosamente, e quindi imperfettamente,; i punti più salienti, si chiude con una copiosa e, per lo più, ragionata nota bibliografica, che ad ogni persona colta, ma particolarmente a chi si avvia agli studi storici, si raccomanda come valido strumento di orientazione. MARINO CIRAVECNA
La Statistica del Regno di Napoli del 1811. Relazioni sulla provincia di Salerno, a cura di L. CASSESE (Collana Storico Economica del Salernitano, Fonti, 1); Salerno, Ispirato e Cuomo, 1955, in 8, pp. 292. L. 2000.
Il Cilento al principio del secolo XIX, a cura di L. CASSESE (Collana Storico Economica del Salernitano, Fonti, 3); Salerno, Beraglia, 1956, in 8, pp. 124. L. 1.200.
Il ravvivarsi della ricerca e della pubblicazione di fonti per la storia economica e sociale del Mezzogiorno dalla seconda metà del secolo XV111 all'unificazione, è uno dei risultati più notevoli della attenzione particolare che vari studiosi hanno rivolto, negli ultimi quindici anni, alla storia sociale del Mezzogiorno e delle isole. Anche perchè la ricerca e l'utilizzazione di determinate fonti, come i catasti e le statistiche, hanno riproposto la problematica intorno alla portata e ai limiti di queste fonti per la storia della vita economica e sociale (per il catasto si vedano le osservazioni di P. VILLANI, Il catasto di Carlo di Borbone negli studi deWultimo ventennio in Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia di Napoli, a. II, 1952, col fornirci notizie intorno alla genesi e al particolare carattere di quelle fonti, come ha fatto V. Ricchioni per la Statistica del Reame di Napoli del 1811, nel pubblicare le relazioni riguardanti la Paglia. (V. RICCHIONI, La .Statistica del Reame di Napoli del 1811, Relazioni sulla Puglia, Troni, Vecchi, 1942).
Di questa stessa statistica sono siale pubblicate le relazioni riguardanti la provincia di Salerno, a cura di Leopoldo Cassese. Il Cassese, autore di pregevoli studi sulle vita economica e sociale del Salernitano nel periodo del Risorgimento e di un grappo di lezioni ralle fonti della storia economica dell'800 nel Regno di Napoli (dispense a stampa, Roma, 1955), partendo dal quadro della genesi di quella statistica, tracciato dal Ricchioni* ci illustra nella IntroduxionOf come in particolare casa venisse redatta nella provincia di Salerno, quale Patteggiamento degli Intun< denti, quali le persone cui venne affidato, quali le difficoltà incontrate nello suo realizzazione, quale il giudizio che su quel lavoro diede l'autorità centrale. Per il Cassese la statistica del Regno di Napoli del 1811 si ricollega, piuttosto che cn quelle similari che furono Condotte in Francia durante il Consolato e che vennero raccetHivamentc estese ai territori via via conquistati dell'impero napoleonico , come aveva scritto il Ricchioni (op cit., p. 7), alla tradizione di pensiero di Antonio