Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
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1958
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132 Libri e periodici
Genovesi; e sottolinea perciò il contributo alla statistica dei discepoli del Genovesi, che fecero parte nel 1806 di una prima commissione di studio, e dell'abate Cagnazzi, autore di una Arte Statistica, il cui metodo in taluni punti si richiamava, secondo il Cassese, allo spirito dell'insegnamento del Genovesi.
Senza dubbio elementi della tradizione culturale locale si sono introdotti o inseriti nel lavoro di redazione della Statistica? ma non è possibile contrapporre, come pare voglia il Cassese, la tradizione intellettuale e culturale del Regno, alla necessità politica che spingeva il moderno stato voluto dai Francesi, a raccogliere i dati statistici sulle popolazioni che in un modo o in un altro si collegavano al vasto Impero napoleonico. Si tratta di due momenti storici differenti, che possono talora intrecciarsi o trovarsi in contrasto, sotto alcuni aspetti, nella Statistica, ma non è il primo, ma il secondo che ne costituisce il tratto caratterizzante.
Quel voler rivolgere, come fece il Cagnazzi, i questionari non soltanto ai funzionari periferici, ma anche a quanti professionisti, sindaci, società di agricoltura, erano richiesti di collaborare col redattore provinciale, può rivelare in parte il residuo di una concezione del lavoro statistico del tipo, culturale e intellettuale, del Genovesi (cui lo ricollega il Cassese) e che nel suo progetto voleva che autori dell'inchiesta fossero degli accademici} e soprattutto la soppressione dei questionari sullo spirito pubblico, sottolineata dal Ricchioni, sono da considerare come sintomi significativi di un contrasto di diversi orientamenti, piuttosto che la prova che nella statistica napoletana, la verità affiora quale era nuda e cruda , dato che i vari alti funzionari periferici per una ragione o per un'altra avrebbero potuto travisare i fini del lavoro ; il che andrebbe provato almeno col confronto delle altre statistiche similari (e la mia impressione al confronto del riassunto statistico del Grassi sul commercio, le arti e le inani fatture del Piemonte, incluso nèOtAnnuaire Statisti' que du Département du Pò pour l'année 1811, Chez Dominique Pane et C. Turin, e di un primo sguardo sulle altre più ampie è che, fatte le differenze già rilevate, poco di sostanzialmente diverso vi si trova rispetto a quelle napoletane).
Del resto, la stessa realizzazione della statistica è connessa strettamente, anche nel Regno di Napoli, allo sviluppo degli organi dello Stato moderno; e in questo caso, come ha notato il Ricchioni, al costituirsi a Napoli del Ministero dell'Interno (31 marzo 1806) e alla organizzazione e allo sviluppo degli uffici, in quattro divisioni, la cui quarta comprendeva tre Burò , uno per l'agricoltura, uno per le arti e le manifatture, e un altro per il commercio e la statistica, È a quei funzionari che si rivolgono ora gli studiosi che in questo periodo compilano relazioni statistiche, funzionari essi stessi talvolta, desiderosi di elevarsi nella gerarchia burocratica, come appunto quel Vincenzo Gatti, ricevitore del Registro e del Demanio ad Avellino, proposto consigliere di Intendenza nel 1814 proprio per essere l'autore di quelle Memorie Statistiche sul Cilento che il Cassese pubblica in altro volume, insieme alle Osservazioni Statistiche sul Cilento di Filippo Rizzi.
Siamo in un'atmosfera diversa da quella del movimento intellettuale riformatore e del dispotismo illuminato ; ed è questa circostanza da tener presente nella valutazione anche di queste fonti statistiche, la cui caratterizzazione non può essere ridotta alla componente culturale intellettuale di origine illuministica, ma deve essere vista In rapporto alle esigenze di attuazione e di sviluppo a Napoli di uno stato burocratico moderno, quale i Francesi, non solo avevano attuato da tempo nel proprie paese, ma anche già introdotto, più o meno compiutamente, fo. altre regioni d'Europa,
Il suscitare tali questioni o un altro doi meriti di questa pubblicazione di fonti curata dal Casscfc con paspione dell'argomento o scrupolo erudito, e riprova del contributo che ne viene per la storia non solo economica e sociale, del Mezzogiorno.
SALVATORE FRANCESCO ROMANO