Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
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1958
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134 Libri e periadici
per il Galeotti o fortemente avversi al Guerrazzi e al Mordini o quelli incerti, pieni di dubbi sull'amico Montanelli. Ma in genere egli dimostra di non avere una chiara percezione della situazione politica italiana e dalle sue parole non si ha l'impressione di una partecipazione sofferta agli avvenimenti di questo periodo. Dopo l'arrivo degli Austriaci io scrittore non parla più di questioni politiche: nell'ultimo anno di vita egli sembra rinchiudersi nel suo piccolo mondo, concentrare l'attenzione sulla vita delle persone che lo circondano e soprattutto sulla sua salute che va ogni giorno declinando.
Si potrebbe forse cercare una giustificazione alla povertà di contenuto di queste lettere velata da una forma briosa e scintillante, che spesso manifesta un intento di facile effetto nel fatto che esse non sono e non vogliono essere altro che una familiare conversazione con nna signora, che non è lecito tediare con ragionamenti pesanti? La giustificazione sarebbe valida se noi non ritrovassimo, negli scritti inviati ad altri destinatari, aia nei pochi raccolti ih questo volume che in quelli dell'epistolario Martini, più o meno le stesse caratteristiche, lo stesso stile, la stessa lievità di tono e superficialità di contenuto: la manifestazione cioè dei limiti della perso* nalità del Giusti. MARIA LUISA TREBILIANI
PIEB LUIGI SPACCIASI, Il ducato di Parma e VEuropa (1854-1859). (Saggi e Memorie del Risorgimento parmense, 1); Parma, Battei, 1957, in 8, pp. 134. L. 900.
Contemporanei e storici e persino l'ufficiosissimo ed apologetico Henry de Rian cey hanno circoscritto in genere al 1859 la politica di neutralità di Luisa Maria di Borbone ultima duchessa di Parma, facendone così in sostanza poco più che uno sfortunato espediente dell'ultima ora. Un'attenta rilettura dei cronisti dell'epoca ed un'accurata indagine archivistica hanno permesso oggi allo Spaggiari (di cui sono in corso di stampa alcuni contributi alla storia economico-finanziaria del ducato durante il Risorgimento, che si annunziano di notevole interesse) di dilatare ampiamente i termini cronologici di tale politca, sì da farla corrispondere con tutto il periodo della reggenza di Luisa Maria (27 marzo '54-9 giugno '59). chiaro che in questa nuova prospettiva la neutralità parmense viene acquistando tutto un nuovo significato e la stessa figura della ultima duchessa risulta illuminata di nuova luce. Grazie a questo studio ora sappiamo come Luisa Maria abbia iniziato la sua azione di governo proprio con la prospettiva di operare lo sganciamento dello Stato dalla sudditanza austriaca, di riassestare il Ducato nell'ordine politico ed economico, 41 riguardarne l'indipendenza .
Per dimostrare ciò lo Spaggiari muove innanzi tutto dall'esame dell'atteggiamento di Luisa Maria e del gabinetto (E. Salati A. Lombardini, G. Pallavicino) da lei insediato subito dopo l'assunzione della reggenza verso i sospetti autori della congiura sotto il cui ferro era caduto Carlo HI, nonché dei primi atti di alleggerì-mento dell'economia del ducato; da questo passa poi a trattare delle conseguenze del moto del 22 luglio '54, l'occupazione e la repressione austriaca, e della decisa opposizioni: della duchessa e del Pallavicino alle inframettenze e alla protezione austrìache, necessaria premesso por una politica di neutralità che potesse mettere il ducato al coperto dalle accuse e dalle manovre del Cavour. Nella seconda parte del volume Io Spaggiari* invece, eentra la sua attenzione sul biennio *58-'59 e sugli sforzi dcjln diplomazia parmense di assicurare, facendone riconoscere la neutralità, l'indipendenza del ducato. Nell'ambito di questi sforzi particolare interesse hanno i passi compiuti dal Pallavicino verso la Russia e l'Inghilterra, lo due potenze che, uniche, forse avrebbero potuto assicurare la poco e garantire il ducato da eventuali