Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
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1958
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Libri e periodici
prima di morire; ...vedere la nostra Roma levarsi in modo degno innalzando la bandiera del Vero, della Santa Repubblica come noi l'intendiamo....
Tale convinzione di Mazzini, che l'amor di patria potesse interferire, e dominare anche nel campo dei più puri affetti personali; che una speranza politica potesse consolare l'amore materno di lei tanto profondamente ferito e quanto e come amasse le sue figlie lo vedremo dalle sue stesse lettere dà certo, dell'indomabile spirito della donna, un quadro ben netto, del quale dobbiamo contentarci, giacché niente appare di mano di lei sull'argomento.
Un carattere particolare di questa raccolta è, infatti, la strana visuale che di Giuditta Sidoli ci offre il fatto d'aver sott'occhio lettere da lei ricevute molto più che non lettere da lei scritte; procurandoci così una visione indiretta di lei, derivante dalla personalità di chi scrive, bizzarra ma attraente, come se la nobildonna milanese ci apparisse attraverso le immagini dì diversi specchi deformanti; immagini che è opportuno tra loro fondere se si vuole avere un ritratto più vero del nostro personaggio.
Scritte dalla Sidoli, se si eccettua un nutrito gruppo di lettere del periodo 1866-1870, indirizzate al figlio Achille, su banali argomenti di famiglia, appaiono nella presente raccolta solo due lettere, oltre a quattro minute. Le prime sono indirizzate a Maria Mazzini, nel 1833, e a William Tempie, ministro inglese a Napoli per ottenerne, al momento del viaggio della Sidoli da Napoli a Roma, un biglietto di presentazione, da far valere nella capitale dello Stato pontificio, per Thomas Aubin.
Le minute, invece, si riferiscono a lettere scritte a varie autorità dello Stato modenese, per la risoluzione del problema rappresentato dalla forzata lontananza dai figli a cui era costretta la Bellerio Sidoli; e quanto tale separazione pesasse nel cuore della patriota lombarda, è dimostrato dal tentativo che ella fece, con la sublime incoscienza di una madre che lotti per i propri figli, quando, nel 1836, cercò di entrare in Reggio senza averne ottenuto il permesso. Ciò le costò l'espulsione da Bologna, poi da Lucca, poi da Livorno. Potè fermarsi a Genova, dove, alla fine del 6, visitò Maria e Francesca Mazzini. Poi Maria Luisa le concesse di sostare a Parma, e da qui ella inviò quelle lettere delle quali" conserviamo le minute.
La prima è una lettera di giustificazione, indirizzata a Girolamo Riccini ministro di Buon Governo di Reggio, nella quale si dà cenno d'un incidente occorsole durante una delle visite semestrali che Francesco TV di Modena le aveva, sin dal gennaio 1837, consentito di fare ai figli; un'altra è diretta a Mons. Filippo Cattaui, vescovo di Reggio, al quale ella si presenta a nome del Card. Bernetti (divenutolo amico, come Mona. Capaccini, dopo un'iniziale ostilità, durante il soggiorno della Sidoli a Roma), perchè voglia intervenire a favore d'un ricongiungimento delle figlio alla madre addolorata e timorosa che, non essendo queste ormai più adolescenti. un più prolungato soggiorno in collegio potesse mettere in pericolo la loro felicità : Sopra tutti l'età della primogenita mi fa a ogni istante profondamente rattristarmi e .rampro vararmi non esser forse cosa conveniente tenere rinchiusa una fanciulla di diciannove anni e dò potere forse compromettere il di lei avvenire.
Piena dello stesso cruccio si presenta anche la quarta in ordine di tempo (1842), indirizzata a Gaetano Camorra, romano, ma Segretario di Stato a Reggio, in cut oltre al dolore per questo tempo che passa cosi con tanto danno dell'avvenire delle mie figlie >, appare viva la preghiera di adoperarsi per una riunione della tanto tormentata famiglia; preghiera che un mese e mezzo prima ella aveva già rivolto a Francesco IV in persona, con una lettera cui corrisponde l'ultima minuta che appare in queste raccolta*