Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
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1958
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139
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Libri e periodici 139
E resito di tali suppliche fu favorevole alla Sidoli: come nel '36 aveva ottenuto di vedere i suoi figli due volte l'anno, cosi ora ottenne di riavere presso di se i figli, a mano a mano che uscivano di collegio; sicché potè cessare quella ambigua e dolorosa situazione che era stata cagionata dal bando che aveva colpito la Bcllerio dopo i moti del *31.
Ma ciò avvenne, sì, per compiacenza di Francesco IV, ma commenta la Marini, anche per la benevolenza di Anna Sidoli, che, contravvenendo alle disposizioni testamentarie di Bartolomeo Sidoli, riaffidò i figli alla loro madre. Quest'affermazione porta in evidenza un'altra delle angustie che amareggiarono la Sidoli: e cioè, il disaccordo che la separò dai suoceri, fin da quando s'era rifugiata presso di loro, al momento del suo ritorno dalla Francia dove aveva perso il marito; disaccordo del quale abbiamo, come al solito, in questa raccolta una eco indiretta, rappresentata da una lettera che Mons. Capaccini spedì nel 1836 alla Sidoli per consolarla del fatto che il suocero non aveva neppure risposto ad una lettera di lei: Di quell'asino che non le ha risposto, non è da tenersene conto.
Notevole è nel presente epistolario il numero delle lettere scrìtte da Capponi alla Sidoli: ben ventinove; e tutte sentite, vive, amichevoli, calde, malinconiche, amare; eco molto frequente di dolori, di contrarietà, di disgrazie; raramente messaggere di serenità, di quiete; sempre, però, pervase d'ima tristezza vaga, d'una incontenibile sensazione di vuoto, d'inutilità, di stanchezza, e sempre portatrici di espressioni d'affetto, sempre richiedenti una benevolenza verso di lui che la Sidoli pare non dimostrasse, a giudicare almeno dalle molte volte in cui egli le richiede una risposta, lamentandosi di non averla avuta alla precedente lettera.
Di tale amicizia, commenta la Marini nella introduzione, molto si è parlato e discusso, soprattutto per conciliarla coi rapporti tra la Sidoli e Mazzini che nella stessa epoca (nel 1833, quando Sidoli e Capponi si conobbero) erano ancora vivissimi .
E più gin aggiunge: È impossibile, quando si considera che ella era contemporaneamente in relazione col Mazzini, supporre che abbia potuto giocare d'astuzia con l'uno o con l'altro, perchè era una donna di mente elevata, di cuore saldo, di carattere fermo .
E di ciò fa prova appunto, il numero ben scarso di lettere che, anche al di fuori della presente raccolta, si conoscono indirizzate dalla Sidoli al Capponi.
Ma che quest'ultimo, d'altro canto, si sentisse ben fortemente attratto dalla nobildonna lombarda, sembrerebbe fuori dubbio, a giudicare almeno da molte frasi che appaiono nelle sue lettere; quando, ad esempio, nel 1836, rinuncia ad andarla a trovare a Livorno, perchè potrebbe star con lei solo tre giorni, ed il dolore del distacco sarebbe perciò superiore alla gioia d'essere stati insieme, sembra potersi affermare che ciò è un agire da innamorato, anche se tenta, per lo più, di nascondere perfino a se stesso i propri sentimenti, per ovvi motivi.
Oltre ad alcune lettere, in massima parte di patrioti napoletani, posteriori al soggiorno della Sidoli nella città partenopea, ci passano ancora sotto gli occhi molle lettere di familiari, che accompagnano e puntualizzano la vita della Sidoli di quando, dodicenne, è rinchiusa in collegio, fin dopo la sua stessa morte, giacché la raccolta si conclude con alcuno lettere scambiate tra i figli (Achille Elvira, Ma rietta, ecc.), la quasi totalità delle quali, scrìtte tra il 1872 e fi 1877, tratta dell'opportunità e del modo di far innalzane un monumento funerario por Giuditta.
Le prime lettere che appaiono sono del padre, indicizzate a Giuditta Bellerìo allieva al Collegio Reale, nelle quali, in tono severo, Andrea Bellerìo si lamenta dei propri malanni, e loda la figliola che ben si comporto negli studi, a differenza dei suoi fratelli.