Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
anno <1958>   pagina <140>
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Libri e periodici
Segue un gruppo di lettere della madre, di vari argomenti, piene di lagni per i frequenti traslochi, e per le malattie della servitù, redatte in tono distratto e ben poco affettuoso, e, fra l'altro, notevolmente sgrammaticate.
Poi, lettere del patrigno, Achille BischolT, spesso cordiale e premuroso, sempre pronto ad aiutare la nostra Giuditta specie in affari di denaro, sinceramente affe­zionato a quella figliastra che, sulle prime, l'aveva accolto un pò* freddamente.
Infine, lettere dei figli, e specialmente di Manette de Mongeot.
Tutto ciò, ordinato cronologicamente, dà appunto l'impressione di accompa­gnare la Sidoli durante la sua vita, di tracciarne un profilo determinato, pure se. come abbiamo detto, costruito in maniera indiretta; appare della Sidoli una descri­zione fotta per bocca di altri, giacché essa tace, o press'a poco.
Ma il disagio che da ciò potrebbe derivare, nel leggere l'epistolario, è in mas* sima porte eliminato dalla presenze di una introduzione intelligentemente costruita seguendo l'ordine cronologico delle lettere, quasi commento a quelle, la quale, chiarendo alcuni punti, suggerendo nomi, riempiendo lacune troppo vistose, pone un solido, accogliente, suggestivo scenario chiarificatore, nel quale ogni epistola diventa un personaggio che prende vita, che parla esprimendo tutta la propria carica emotiva.
Accurato lavoro della Marini è pure la nutrita bibliografìa, che chiude il volume, redatta con cura somma e precisione encomiabile e completata dalla riproduzione di documenti di vario genere nella seconda parte della raccolta.
In conclusione, la fatica della Marini sfocia in un volume ben costruito e ben equilibrato, e di attraente e spedita lettura.
Lo figura della Sidoli ne esce completa nel suo amor patrio e nel suo essere donna, cosa di cui, se non lei, certo gli altri non si dimenticarono mai, come prò. vano (un esempio, dei tanti possibili), le lettere ad essa dirette da patrioti cono scinti a Napoli, piene di entusiastica ammirazione per quella bella donna dotata di un ingegno straordinario, e colta assai nella letteratura e nell'arte, (e che) pos­sedeva tanta forza di carattere, e insieme tanta chiarezza di veduta, tanta sicurezza di giudizio . RICCARDO RINALDI
GEC, Cavour nella caricatura dell'Ottocento. Prefazione di Vittorio Badini-Confalo-nieri; Torino, Editrice Teca, 1957, in 8 pp. XXTV-302. L. 2800.
Gec, ben noto agli appassionati della storia e dell'Aumour per le sue illustra-tissinie e ben commentate raccolte di caricature riguardanti l' Intesa cordiale e uomini dell'Italia di ieri, nella collana Vita e storia nella caricatura ci ha dato un nuovo volume che gioverà assai, tra l'altro, alla distensione dei nervi oltre che all'istruire divertendo.
Come ricorda felicemente Badini-Confalonicri, il Don Pi rione, i due Arlec­chino, II Lampione, II Fischietto, Pasquino, La forbice, La Strega, La Maga, Lo Caricatura, lo Spirito folletto, l'Epoca, l'Eco, Scin­tille , gli almanacchi della Gazzetta del Popolo e, più tardi, il Figaro a To­rino, Il Diavolo, il Soldo, il Gianduia, il Buonumore, e tante altro ancora furono le voci che i unirono a dare una vivacità un po' acanzonata all'opera che i giornalisti politici con altro timbro volgevano attraverso U Risorgimento , La Concordia, L'Opinione, Il Messaggiero nel clima di libertà di stampa che fu merito lei Piemonte consentirò e alimentare. E appunto alla libertà di stampa e alle libertà è dedicato il primo dei dieci capitoli che piacevolmente e veracemente