Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
anno <1958>   pagina <142>
immagine non disponibile

142
Libri e periodici
il clcrico-iuoderatismo ed il Patto Genliloni. Infine, dopo aver illustrato l'atteggia­mento del cattolici di fronte alla prima guerra mondiale, passa a raccontarci la storia del Partito Popolare, dei rapporti fra fascismo e cattolicesimo sino all'avvento al potere della Democrazia Cristiana in questo secondo dopoguerra.
E tutto ciò con un'assoluta padronanza della materia che rivela una sicura conoscenza dell'intera bibliografia, passata e recente, sull'argomento, dai primi scritti apologetici dei protagonisti e degli esponenti del movimento cattolico italiano sino agli ultimi studi critici di Fonzi, De Rosa, Spadolini e Candeloro.
11 lavoro dello Scoppola, oltre che snodarsi in una scorrevole esposizione delle vicende del cattolicesimo politico italiano, ci dà pure alcune notazioni metodolo­giche, come quando ci definisce il concetto di movimento cattolico (p. 20), e veri e propri giudizi storici sui principali fatti e avvenimenti: sull'originalità del cattolicesimo-liberale italiano (p. 14), sul valore e i limiti delTintransigentismo (pp. 3940), sulla correlazione fra gli atteggiamenti sociali e le nuove posizioni cattoliche nei riguardi della società moderna sotto Leone XIII (p. 42), sulle componenti ideologiche della Lega Democratica Nazionale (pp. 112423), oggetto di una sua recente ricerca monografica,1) sull'autonomia, e relativi limiti, del Partito Popolare (p. 148), sulla Conciliazione e sui vantaggi recìproci dei con­traenti (p. 161).
E questi giudizi sono sempre franchi e decisi; basta prendere in esame per averne la prova l'obbiettiva valutazione della politica di Pio X, del clerico-modera-tismo e della reazione antimodernista (pp. 91-95, 109).
Proprio perchè riconosciamo all'opera dello Scoppola questi notevoli meriti, sentiamo anche il dovere di farle qualche osservazione e rilievo.
La posizione del movimento cattolico, ad esempio, sarebbe stola resa ancora più chiaro, trattandosi per di più di un libro di divulgazione, se fosse stato meglio delineato l'atteggiamento del mondo cattolico ufficiale di fronte al Risorgimento e soprattutto se ci si fosse un po' soffermati ad illustrare i motivi di quella polemica degli intransigenti nei confronti della società moderna, contro i cui particolari aspetti italiani gli stessi intransigenti lottavano.
Inoltre, a proposito del giudizio sul movimento intransigente, è lecito dire che il suo astensionismo politico evitò certe difficoltà e scossoni all'impalcatura dello Stato liberale (p. 39), ma sarebbe stato necessario aggiungere che quell'astensione significava pure la negazione della legittimità di quello Stato, con tutte le conseguenze politiche di carattere interno ed anche internazionale che un'opposizione di regime comporta. Dire pure che l'intransigentismo spostò la polemica cattolica dal piano legittimistico a quello nazionale è cosa esatta, ma non lo è altrettantto la conseguenza che se ne trae, l'affermazione che, esso, di fatto, avrebbe contribuito a rafforzare l'Unità. La violenza della pubblicistica intransigente, ad esempio, era tale che tutti i fatti, gli uomini e le cose della rivoluzione venivano aspramente condannati; ed anche se qualche volta essa faceva distinzione fra mezzi e fine il risultato che provocava era, a dir poco, quello di creare incertezze, confusioni o perplessità.
Anche il giudizio sui limiti dell'esperimento della Lega Democratica Nazionale ci sembra che avrebbe potuto essere meglio motivato se, invece che sulla conside­razione della figura di Murri sacerdote (p. 86) e sulla contraddizione fra il principio dell'autonomia politica del cattolico e il suo. impegno in una sola direzione come necessaria conseguenza della propria Cede (p. US), fosso slato fondato sulla consta­tazione che un movimento parapolitico o politico di cattolici non ha che scarse possibilità di esistenza, nel secolo XX e specialmeute in Italia, quando si svolga
V II modernismo politico in Italia: ta Lega Democratica Nazionale, in Rivista Storica Italiana, fase I, 1957.