Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO) ; CATALOGHI
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1958
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143
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Libri e periodici 143
senza l'appoggio del Vaticano o, peggio, contro le sue direttive politiche, come la storia delle vicende della stessa Lega Democratica Nazionale e del Partito Popolare ci insegna. Allo Scoppola non sfugge certamente l'esistenza di questo legame, che anzi il rapporto fra attività religiosa e politica è proprio al centro della sua indagine ; ma, alle volte, affrontato da un punto di vista quasi esclusivamente ideologico, cioè fondato sull'esame delle dottrine delle varie correnti, non viene messo nella dovuta luce nei fatti reali che lo condizionano.
Fatta quella constatazione, il travagliato problema del rapporto religione-politica nella coscienza del cattolico sarebbe stato meglio chiarito e più completa sarebbe risultata l'appassionata disanima che ne fa lo Scoppola, disanima che costituisce il filo direttivo di tutto il suo lavoro. Ed in questo aver messo a fuoco un problema cosi importante, nei suo aspetto storico e come questione attuale, risiede senz'altro il maggior merito dell'opera dello Scoppola; anche perchè la soluzione che essa caldeggia, la realizzazione di un'attività politica ispirata alla fede religiosa e al magistero della Chiesa, ma libera ed autonoma nelle sue concrete determinazioni, non può non essere accettata da ogni coscienza moderna, rispettosa della propria e delle altrui fedi.
RAFFAELE MOLINELLI
GABRIELE DE ROSA, Giuseppe Sacchetti e VOpera dei Congressi; Roma, Editrice Studtum, [1957], in 16, pp. 167. L. 800.
Una chiara e utile monografia sopra uno dei più autorevoli e interessanti campioni dell'in transigentismo cattolico italiano è offerta da Gabriele De Rosa con questo volumetto dedicato alla figura del padovano Giuseppe Sacchetti (1843-1906), che impegnò tutto se stesso nella difesa della Chiesa e del Papato soprattutto attraverso un'intensa ed efficace attività giornalistica, ch'egli iniziò giovanissimo. L'autore si giova principalmente dell'archivio della famiglia Sacchetti ad Arlesega e delle annate di giornali fondati o diretti dal Sacchetti, come Le Letture Cattoliche di Padova, La Lega Lombarda di Milano e l'Unità Cattolica di Firenze.
Nel seguire le diverse fasi della vita di Sacchetti il De Rosa si ferma pure su due momenti e aspetti che mi sembrano di particolare importanza, relativo uno ai contrasti fra cattolici veneri e governo di Vienna negli anni che precedettero il 1866, l'altro alla posizione che il Sacchetti ebbe in seno all'Opera dei Congressi e al movimento intransigente italiano.
Sull'opposizione cattolica al giuseppinismo austriaco (che favoriva l'anticlericalismo razionalista cosi da frenare il clero e da conquistare le simpatie dei laicisti liberali), quale si ebbe nel Veneto dopo la seconda restaurazione e sulla polemica suscitata dal libro di Renan aveva già scritto ampiamente Letterio Brìguglio, ma qui vien confermata la particolare situazione di cattolici papali e intransigenti, come Sacchetti e Do Besi, che nutrivano sfiducia e ostilità verso il governo austriaco, ma egualmente avversi erano alle tendenze liberali e nazionali italiane: U governò austriaco, caduto in mani d'uomini o inetti o traditori, faceva ogni sforzo possibile perchè nessun cattolico si schierasse in suo favore Le associazioni nostre proibite, la stampa cattolica vessata e processata, i giornalisti cattolici incarcerati, i sacerdoti Impunemente oltraggiati, ovunque si presentassero, le Chiese fatte teatro di orribili attentati, il Sillabo pubblicamente orBo nel cortile dell'ArchiginnaBio padovano, sotto gli occhi impassibili della polizia, quella polizia austriaca cotanto esecrata nelle tragicomiche leggende del patriottismo per la sua ferocia: erano tutti fatti, i quali costrìngevano i cattolici veneti ti considerare il governo austriaco, so non Come un nemico della religione, certamente come un complice dei suoi nemici. D'altro lato, sarebbe stato possibile a noi far causa comune colla rivoluzione? For* lunatamente erano passate le ili unioni infantili del '48, quando si credeva di servire la patria e la Chiesa propugnando gli interessi del sabaudismo, e si sprecavano