Rassegna storica del Risorgimento
1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
anno
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1958
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pagina
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199
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FONTI E MEMORIE
LE RIFORME LEOPOLDINE IN TOSCANA NELLA CORRISPONDENZA DEGLI INVIATI FRANCESI
(1766-1791) " Y '
Nell'ottobre del 1784, dopo una dura traversata dell'Appennino per l'ancora rocciosa ed incompiuta Via Modenese, giunse a Firenze il conte di Durfort, impiegato nelle legazioni francesi a Modena ed a Vienna e recentemente nominato * ministro plenipotenziario ' del Re Cristianissimo presso la corte toscana. Invece d'una missione specificamente rappresentativa, ebbe, come il suo predecessore, il marchese di Brabantane (1766-1783), un incarico piuttosto leggero: quello di osservare tutto ciò che potesse intéresser le ser-vice ou la curiosité du Boi, ì con l'unico obbligo di renderne conto ai suoi superiori ogni settimana per mezzo delle lettere-che tuttora riempiono una ventina di grossi volumi manoscritti conservati nell'Archivio del Quai d'Orsay.2)
Di affari propriamente diplomatici, è ovvio, ve ne furono assai pochi,3) dato il poco peso della piccola Toscana del 1784 nei calcoli delle potenze continentali. La Francia, infatti, l'aveva collocata diplomaticamente, dopo l'ultima missione del La Bastie (1733), al rango d'una provincia austriaca, affidando ad un indigeno, il conte Lorenzi (17351765), l'esiguo compito di sorvegliare i pochi interessi francesi. Nel 1766, al fine di riconoscere l'autonomia almeno ipotetica del terzogenito del defunto Imperatore fissatosi a Firenze, venne nominato di nuovo un suddito francese. D'altronde, tanto il Choiseul ed il d'AiguiUon, ministri degli esteri a Versailles, quanto i loro successori, il Yergennes ed il Montmorin, s'interessarono a certe vicende toscane di rilievo internazionale: ai prestiti lanciati dai russi sulle piazze toscane, per esempio, nella speranza di rifornire la flotta a Livorno; 4) ai
1) Receuìl dea instructions données <mx ambassadeurs et mìnistres de Francai voi. XIX, Florence, Modène, Génes, par EDOBABD DBIAULT, Paris, 1912, Istruzioni al Bertellet, console a Livorno e nominato temporaneamente a Firenze nel 1766 in attesa dell'arrivo del marchese di Brabantane, 1 aprile 1766, pag. 150. Il testo del Driault ai sbriga del Dnrfort in tre brevi frasi. I miei ringraziamenti intanto ai cari amici Prof. E. Passerin d'Entrèves, Dott. N. Car-ranza e Dott. C Fagioli per il loro prezioso aiuto.
2) A coi si riferiscono col numero di volume e data della comunicazione, tranne alcuni documenti trasmessi a parte ed indicati col numero di foglio. Tutte le citazioni sono riportate esattamente come si trovano nel manoscritto. Cosi avvertito, il lettore si risparmierà la noia d'un eie dopo ciascuno degli inuniti barbarismi di linguaggio. Tutte le lettere provenienti da Firenze o Livorno sono firmate dall'incaricato stesso o dal suo assistente in caso di assenza, e portano spasso annotazioni di mano diversa, mentre le istruzioni da Parigi, qui indicate col segno * P'; rimangono senza firma oppure in forma di semplice stesura. La collezione è complèta, salvo alcuni opuscoli stampali o memorie speciali del cui invio si parla nelle lettere.
3) Recueìl dee insiructions, XIX, 150-1; Iatr. del 1-4 e del 1-10-1766: comme nous n*avons point d'intcret politinue a truitcr aveo le grand-due ... . Almeno fin dopo il 1784 il console a Livorno (il Bertellet), e per conseguenza gran parte dei rapporti commerciali, dipendevano immediatamente da Parigi (141 A; P 17-2-1784).
4) 133: 10-1-1770. Il pericolo riapparve nel 17879 ma col solo effetto di infastidire i commercianti livornesi che avevano speculato sull'arrivo della flotta (143 A: 2-8-1787; 143 B: 5-10-1787 e 15-2-1788; 144 A: 13-2-1789). Non è stato possibile identificare un certo Mr.