Rassegna storica del Risorgimento
1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
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1958
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200
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Eric W. Cochrane
movimenti dei segnaci del gen. Paoli rifugiatosi in Toscana, con il soccorso più o meno aperto degli Inglesi; e, più particolarmente, dato il loro comprensibile desiderio che la Toscana non venisse assorbita nell'Impero, ai rapporti del nuovo Granduca con la madre e poi col fratello. Lo svolgimento di quest'ultimo problema, infatti, è descritto con molta attenzione: i viaggi di Pietro Leopoldo in Austria, il rinvio dei marinai austriaci nel 1772, il milito tentativo dell'Imperatore di arruolare soldati in Toscana, le ripetute dichiarazioni della neutralità di Livorno e la progressiva smobilitazione, che scostarano la Toscana dalla diplomazia bellica austriaca;2) la crescente antipatia fra i due fratelli, malgrado il debito del Granduca per la sistemazione della sua più che numerosa prole, per cui nutriva i sospetti del Durfort che egli avrebbe finito per cedere, oppure avrebbe consumato l'annessione una volta salito sul trono imperiale.9) Più sovente però, la corrispondenza si riempie di veri e propri pettegolezzi: una petizione della Certosa di Pisa intorno ad alcune sue proprietà in Corsica; le premure del Granduca per ottenere la nomina d'un Albergotti ad un'abbazia nella Normandia; la presa d'una nave tunisina da parte di una fregata toscana; i francesi e perfino i corrieri diplomatici maltrattati da certi ufficiali doganali; i due impiegati del Ministro aggrediti da una banda di studenti a Pisa;4) un magnifico e costosissimo ballo con 600 invitati, due orchestre, illuminazioni, e rafraichements en abondance offerto dal Ministro per il matrimonio del Delfino;s) ed infine il solito andirivieni di distinti visitatori muniti di raccomandazioni ministeriali per essere sistemati all'Aquila Nera, portati in giro per i musei ed i teatri, presentati alla Corte, ed egregiamente serviti di lauti pasti. Non fu in verità sempre facile trattare con questi Toscani: il Rosemberg tardò continuamente a rispondere alle più urgenti richieste; il Piccolomini, ministro toscano agli esteri dal 1770, fuun nomine... que tout le monde (il Granduca compreso) regarde corame... intraitable et ridicule , con cui era vraiment impossible de discuter ver-balment la plus petite affaire la cui inciviltà provocò ima protesta presso il Granduca stesso da parte dell'incaricato lucchese Santini; e l'Alberti, succedendogli nel 1784, rifiutò di rispondere al Durfort col dovuto titolo di eccellenza. *) Peggio ancora, il ministro francese soffrì non poco a confronto con gli altri rappresentanti stranieri, data la sua missione strettamente limitata, specialmente rispetto al cav. Horace Mann, che, dopo un mezzo secolo di residenza, godeva d'un enorme prestigio nell'alta società fiorentina. 7) Sicché ci si divertiva a Firenze, si lavorava poco e ci si annoiava fino al punto che il Barbantane soleva andarsene in gite per l'Italia e la Francia,
Brusìi di New York che sarebbe venuto a Firenze nel 1785 per promuovere un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Non ne parla nemmeno il Mazzei (Memoira ofthe life and perigri-nations of the Fiorentine Philip Maxsei, trad. ingl., New York, 1942).
1) 135: 27-8-1773. I
2) 134: 26-6-1772; 141 A; 17-3-1781 e 14-1-1785 al f. 250; Rosemberg al Niccoli, 133: 9-2-3770; Sentii al D 14-11-1784, 141 A: al f. 181; 143 A: 15-6-1787; 144 B: 16-11 e 13-8-1790.
3) 142 A: 3-3-1786; 144 A: 5 e 19-3-1790; 141 A: 17-2-1784; 141 B: P 14-6 e 26-8-1785. <) 144 B: 11-11-1790; 134: 28-2, 17-3 e 4-9-1772; 133 A: 2-2 e 25-5-1770; 141 A: 9-7
e 29-10-1784; 133 A: 9 e 12-4-1771. Cfr. M. GIANNI in BoU. Star. Livornese, VI (1942), 83 sg.
5) 133: 18-5, 25-5, 1-6 e 8-6-1770.
6) 135: 5-3-1773; 133; 5-7-1771, 134: S1-7-17T2} 141 A: 29-10-1784.
7) 143 B: 14-9-1787; 141 A: 12-11-1784.