Rassegna storica del Risorgimento

1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
anno <1958>   pagina <202>
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Eric W. Cochrane
dovette confessare la sua ignoranza sulle cose e sugli uomini della propria patria, *) ed accolse la Rivoluzione con la massima disinvoltura, seguitando a servire Assemblea e Repubblica (che lo nominerà ambasciatore presso la Sere* nissima) come aveva servito la Monarchia, lagnandosi solo di certi esagerati, come un suo segretario, honnète homme mais fanatique , il quale, figu­randosi comme predicant, missionaire de la liberté , spargeva in Toscana alcuni discorsi poco compiacenti al regime granducale. 2) Incapace d'emo­zione, ed insensibile, come si vedrà, alle sensibilità emozionali altrui, era altrettanto sospettoso di qualunque sentore d'idee astratte, di talens ora-toires e di discours académiques , e di longues discussions de principes politiques .3) Il valore base dei suoi giudizi, per conseguenza, che gli per­metterà di passare da un'ostilità implacabile ad un'adulazione commovente a proposito del Granduca e del libero commercio, consiste esclusivamente in un certo prammatismo, e non deriva da una coerente posizione filosofica.
Il Durfort possedeva, ciò nonostante, almeno una qualità capace di utile sviluppo: la curiosità. Gli bastò un solo incontro con uno dei maggiori lette­rati toscani, il Fontana, per entusiasmarsi su quell'economia politica di cui si parlava tanto in Toscana e di cui egli dimostra un'ignoranza quasi totale; e gli bastarono alcune settimane di noia per chiedere a Parigi di poter occu­parsi di raccogliere la corrente legislazione toscana, tanto per satisfaire la curiosité ... [sulle] idées nouvelles adoptées ici . S Cosi, ottenuta l'appro­vazione (au deffaut d'affaires, vous ne pouvez employer plus utilement votare teme , gli fu risposto), si mise assiduamente al lavoro, evidentemente convinto che i suoi superiori avrebbero trovato affascinante tutto ciò che gli sarebbe passato sotto gli occhi. Neanche qualche insinuazione del ministro, un po' seccato qualche mese più tardi della mutazione del solito succinto racconto d'affari diplomatici in un vasto raccattaticcio di osservazioni varie (le Roy n'esige pas qu'on crée des affaires et des nouvelles s'il n'y en a pas ), riuscì a frenare il suo ardore, benché le seguenti lettere osservino una presentazione un po' più meditata ed organizzata. Quando poi il patto doga­nale del 1786 capovolse il tradizionale mercantilismo francese, il Durfort fu di nuovo incoraggiato nelle sue indagini predilette dalle ripetute richieste d'in­formazioni volte a preparare un simile accordo con la Toscana. Perciò, prima la sua curiosità, lo stimolo di alcune conversazioni iniziali, e più probabil­mente una tendenza più o meno conscia a consolarsi di una posizione poco promettente con una certa autogonfiatura, e in seguito il permesso almeno tacito dei suoi superiori, finirono per superare tanto l'esempio di disinvolta indifferenza lasciatogli dal Barbantane quanto la propria lacunevole prepara­zione intellettuale* ed il volume del suo carteggio non cessò mai di crescere.
Tuttavia, fu la sua accettazione dell'impostazione filosofica degli avve­nimenti di cui era spettatore involontario che animò le sue ricerche piuttosto che la leggiera modifica delle istruzioni del '66. Spinto prima dal Fontana,
1) 141 B: IX2-1785. Non seppe rispondere ad un quesito del Tavoliti sull'imposta unica in Francia; e dalla lettera ritmi in che del Turgot, pe. non aveva mai sentito parlare. Non sem­bra che abbia rinnovato l'abbonamento alla Gazatiti de Franco di cui porla il Barbantane (133: 30-3-1770).
2) 144 B: 13-8-1790.
i 141 A: 7-1-1785; 144 B: 11-4-1790. *) 141 A: 3-12-1784.