Rassegna storica del Risorgimento

1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
anno <1958>   pagina <204>
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Eric W. Cochrane
culminante, sarebbero identiche con les principcs de l'Assemblée natioualc, essendo state concepite corame le penple les auroit faites lui-méme. '' La Toscana era diventata, come la Francia, un modello da imitarsi ovunque. Certo, le sue fonti d'informazione non sono sempre di una autorità indiscutibile. Se egli ebbe pure ampie possibilità di approfondire la sua co­noscenza; della vita toscana attraverso le tre accademie delle quali fu accolto socio,2) attraverso i numerosi ricevimenti pubblici e privati a cui fu spesso invitato gradito, attraverso le chiacchierate di svago di quei favoriti luoghi d'incontro che furono i teatri, si limita però a citare specificamente solo al­cuni intimi il Fontana, il Lastri, ed il Seratti, le cui posizioni polemiche sono ben note oppure, per alcuni problemi particolari, certe scelte pub­blicazioni le Novelle letterarie, VAlmanacco e le ricerche demografiche del Lastri, i Viaggi del Targioni Tozzetti, 3) e più, spesso, benché con una critica assai superiore alle abitudini del Barbantane di inviarne articoli senza com­mento, i settimanali d'attualità politica, come il Notìzie del Mondo, la Gaz­zetta Universale, e la Gazzetta toscana.4) Ma l'assenza di ogni accenno, sia agli scritti politicoeconomici del Montelatici, di Sallustio Bandini, del Pao-letti, del Tavauti, sia al Magazzino toscano ed alle altre pubblicazioni dei Georgofili, sia alle Novelle ecclesiastiche, che ai libri del Lami, di A. M. Ban­dini, di Angelo Fabroni, e di altri illustri letterati toscani, sembra indicare un deciso squilibrio di fonti nascosto sotto le ripetute generiche espressioni: on dit e les écrivains de ce pays disent. Ebbe il pregio, però, di accor­gersi ben presto della necessità di rinforzare o di ampliare i suoi argomenti con cifre esatte, ed accluse a questo fine al suo carteggio un abbondante numero di documenti originali. La tanto caldeggiata raccolta di legislazione toscana, certo, venne sempre rimandata alle calende greche, s) data la rilut­tanza comprensibile del governo francese ad assumerne la spesa. Ma già dal gennaio del 1785 cominciò l'invio sia nel testo stampato, sia nel mano-
>) 144 A: 12-2-1790.
2) L'Accademia dei Georgofili (Atti dell'A. de* C, II, 1795, 36 sg.); l'Accademia Etnisca.: Catalogo degli accademici. Biblioteca dell*A. a Cortona: cod. 143, .sub dot. 1785; Accademia Fiorentina: Catalogo, MS nella Biblioteca Nazionale di Firenze, II, t, 324, n. 419. Vedi, Gaz­zetta toscana, anno 1786, pag. 58.
3) 141 A; 19-11-1784; 141 B: 4-2-1785; 143 B: 28-9-1787; 144B: 21-1-1791; 143 A: 20-7-1787; 143 B: 28-9-1787 - ne spedisce a Parigi tutti i 12 volumi. Si tratta dunque della seconda edizione fiorentina del 176879 delle Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverte parti della Toscana.
4) 133: 30-81771: il B. qualìfica il primo quale habitucllcmcnt rempli de detaìls mi-scrablcs , prendendovi ciò nonostante gran parte delle sue notizie di politica internazionale; e ammette che l'ultimo rend compie assez exactement des Reglemens economique de Pìn-terieur de cet JDtat, pour qu'il soit absoliunent inutile de vous envoyer des nottes particulières sur cet objet , opinione che il D. non condivideva; vedremo quanto egli si allontanerà dal tono pro-leopoldino e pro-ricciuno assunto dalla Gonfila. Acclude anche qualche foglio (143 A: 12-1-1787 dia un trè.s mauvaio journal poliiique Francois qui vient do paroitre en ccttc ville intitolato Journal poliiiaue, del quale non ho potuto trovare altre traccio,
5) Nel 1785 egli porla d'un sommario della legislazione toscana che avrebbe preparato in lingua francese II Niccoli (incaricato toscano a Parigi dal 1774) (141 A: 711785); por, nel 1787, parla d'un altro sul quale stava lavorando un Perini (Giallo?), per il quale chiedeva un contributo del Be (143 A: 26-1), e che sarebbe stato pubblicato u Bruxelles (144 B: 28-1-1791); ma non ne ho trovato traccia né in Francia né in Italia. Fin) per far tradurre ciò che pare essere il Governo disila Toscana gotto il regno di S. M. il Re Leopoldo II, Firenze, 1790, dal figlio (/oc. eit.).