Rassegna storica del Risorgimento
1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
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1958
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205
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Le riforme leopóldine in Toscana 205
scrìtto originale, eia in una ben curata traduzione francese di statistiche sulla manodopera, sulla produttività, e sulla rendita annuale delle principali industrie, di stati d'anime redatti in forma identica a quelli che sì trovano sparsi nell'Archivio di Stato di Firenze, *) di appunti sul cambio di denaro, Hi elenchi di prodotti esportati ed importati, dei valori monetari correnti in Toscana, dei bilanci commerciali del porto di Livorno, dei bandi ed ordini relativi alle tariffe doganali, di alcune memorie di autori toscani sulle riforme tributarie e finanziarie documenti, insomma, 2) di cui alcuni sono scomparsi o difficilmente ritrovabili oggi, ma che tutti sono di un'innegabile importanza per lo studio delle condizioni interne della Toscana prerivoluzionaria.
All'apice di tutta l'opera ri formatrice sta appunto l'enigmatica figura di Pietro Leopoldo, di cui né i pochi accenni nelle memorie inedite del Gianni (quasi unica eccezione ai soliti scialbi elogi dell'epoca) né le lettere pubbli* cate dall'Arncth, né gli studi storici posteriori hanno potuto finora disegnare un ritratto completo e convincente. Però, lo scioglimento del maggiore problema storiografico posto dagli avvenimenti del secondo Settecento, cioè la questione della relativa responsabilità di forze indigene nel rinnovamento civile che culminò nelle riforme legislative, richiede, in ultima analisi, una conoscenza del carattere di questo figlio di Maria Teresa e fratello di Giuseppe II, e dei rapporti che egli seppe stabilire con gli eredi d'una tutta diversa tradizione storica, sui quali venne, ancora giovanissimo, a regnare. E perciò, le osservazioni del Durfort, che ebbe numerose occasioni di incontrarsi col Principe e di apprendere le opinioni di varie persone importanti a Firenze sul suo conto offrono degli schiarimenti di non poco rilievo storico.
Le prime impressioni, in verità, tanto del Brabantane quanto del Durfort, sono piuttosto negative: un lavoratore infaticabile, indaffaratissimo dall'alba a mezzanotte nell'escogitare un nuovo progetto, farne eseguire un altro, e girare per tutte le cittadine e terre del Granducato per sorvegliare bonifiche, strade, fortificazioni, miniere, fossi, ecc. le lettere ripetono in sostanza la vertiginosa cronaca d'attività pubblicata settimanalmente nelle gazzette; poi, un fanatico convinto d'essere lui solo capace d'assumere le iniziative di governo:
Le grand due regie tout par lui méme, scs ministres sont absolument passifs dans la decision des affaires ... Les faits prouvent au moins que la confiance qu'il peut leur accorder est supcrficielle et très momentanee : 3> un orgoglioso, che rimanda una lettera del Re Sabaudo non munita del solito saluto frère et cousin : un puritano arcadico, che echeggia le strofe del Crescimbeni e l'antiurbanesimo dei Gianni e dei Paoletti:
Il se flatte que les campagnes s'en amélioreront, et paroit ne pas crai-dre de diminuer la population des villes, dont il n'aime ni le luxe, ni l'oisi-veté, qu'il cherche sana cesse de combattre ;4) ed infine un sospettoso, tanto preoccupato con i più minuziosi dettagli d'amministrazione e tanto poco disposto ad affidare lavoro ad altri, che arrivava spesso a rovesciare
U Per esempio, quegli pubblicati nell'appendice di La popolazioni! della Toscana sotto la reggenza lorenese, di G. PARKNTI, Firenze, 1935, ed altri inediti ncVArchivio di Stato di Firenze, Carte Gianni, App. A. XLIX. 3.
2) Vedi l'appendice per un resoconto dei più importanti.
8) 134 A: 24-4-3772.
*) 135 Ai 26-3 e 27-8-1773; 142 B: 1-12-1786.