Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1918>   pagina <557>
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Una tettarono, inedita 0 T.. GióMi a P. Dionigi Pine/M 5S7
II libro suscitò acerbe critici.!e e sdegno profondo specialmenle fra gii esuli die macerati dal dolore di vedere il loro paese lontano ridotto in così basso stato dall' oppressione anstiiaca, smaniosi di tempi mi­gliori, non potevano certamente tollerare che un tal uomo si facesse apologista della casa d'Absbtirgo. Il disgraziato autore fu fatto segno agli strali più.*ovenM .e.-.alle accuse più atroci: molta:.lo considera­rono come un visionarlo., albi come un birbo traditore vendutosi air Austria. Sulla disgustosa impressione degli esuli sono eloquenti i giudizi quali si possono spigolare dalla corrispondenza del Pecchio col Panizzi.* Pecchio sentila ritetòo dell'opinione dei Dal Pozzo ma poi,compatendola, pensava che conveniva piuttosto ridere di quella sua solitaria opposizione al voto di centinaia di migliaia d'Italiani.3 Camillo Ugoni scriveva ai Peccbìo * che il Dal Pozzo stava scrivendo
confutai* lo obbiezioni di molti Bai unii" al governo; dell' A.usu'ia, cioè olio l'Italia deve essere ano, cito l'Austria non ha ragione di aver dominio in India, ohe jgli Italiani hanno diritto di. (tirare un governo nazionale ; che gli austriaci sono fore­stieri e ljartoari o cjiuindi debbono esseró dall'Italia scacciali (cap.HI) : sostiene che sotto il governò austriaco può otturarsi in maggior riunione di paesi italiani che sìa secondo i tempi possibile (cap. IV) è òlio il governo austriaco -altrettanto legittimo por rispetto alle provimele iisduiin; tiha possiedi quanto mài un governo qnàhmt{.ue il possa essere (cap. V: tonta di djniosfcttiirè ìlio gii Italiani delle au-stria-che. provinole debbono e per .dovere, per interesse fedeltà-, obbedienza ed. amóre, al governo austriaco '.(capi: Vnj} eke lo accomodarsi allo stato presente delle COBO è 'il più savio consiglio1. -' cut,1 gli Italiani possano appfelìiiJrsi (cap. VÌI éktf il dominio austriaco, seeono tutte Jk apparenze attnauVÀporgli: Italiani una iia scanrpablle necessita o olio l'idea* di espellerlo è la più fantastica e la più assurda che inai si possa da taluno di non sana intìnte concepire (cap. 1331, combatto le illusióni del liberali italiani (cap. 3CII-L a JÈEffli esatta il' gmm.M' Ilaria Teresa e dJ Ginsoppo JX (cap. XPT- e XYlj> iinsegoa il moife co ai i liberai italiani dovrebbero rcersoMiwfemcondursi it-tip; S.2Sj. prende; .un, 6àt <*e USSfc Prlgiont i di Silvio -IteMiftO ,e QOulessa dì non avare sentito l* impressione susci­tata nella maggioranza del lettori fiònU-o rAnstriu (? passando in rassegna le prove coltro fiistrià -e quelle 5if lavori},; w mèstteijj ìtl dubbio alenili episodi riferiti: dal É!B. tH icul quelito d'ella rosa ,al .ulnrgo dopo roperozionu . guibiià dal Maroricelli, Oso ila sjurta BtupofaoonlQ . conclusione : Otti, quolòò -il' leggitore attento e ùnpaj-afftle dello 'rigionhiiUi éfllvlo PtOltoo ojtóf non 'solò,ittijiL deporrà i pregiudizi ohe prima aveva Mitri contro gli Austulaei 0 austriaco governo, ina che non concepiva la più lavoratolo, e-poi molti rispetti, la più ailaosBudone? (cap. XSXW-SCXXTII).
* WMf. ~Zk?Mv- ad Antodio 2S' Barbera, JFtoenm