Rassegna storica del Risorgimento

1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
anno <1958>   pagina <213>
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Le riforme hopoldine in Toscana 213
confisquent les fondations, qui prèchent la tolérance et sont intolérants... . E, soprattutto, il Granduca commise un grosso errore tattico Dell'imbrogliarsi in una questione che, in fin dei conti, non gli competeva e che non valeva affatto tous les desagrémens qu'elle a produit . D est triste... commenta il Durfort que dea objets aussi peu importans aient eu des conséquences facheuses : tante passioni destate inutilmente, insomma, da un'anacronistica crociata di pochi megalomani, che ebbe solo il lamentevole effetto di inde­bolire il regime proprio al momento meno opportuno, in cui stava compiendo ciò die fu la sua opera più fruttuosa e più creativa. *)
La politica economica del governo leopoldino fu, infatti, ciò che maggior­mente colpì i diplomatici francesi dal momento del loro arrivo. Che questa non escludesse una certa spinta industriale, lo dimostrano alcune cifre indi­cative di una assai estesa manifattura di lana e di seta, 2) nonché una curiosa e non documentata asserzione secondo la quale il y a peu de grosscs houti-ques, qui n'ayent derrière ellcs un Seigneur qui courre avec elles tous les hazards du commerce qu'elles embrasscnt . Altre vennero fondate dal Gran­duca, pur con successo parziale: quelle di tele dipinte e cotone grosso a Pisa fiorivano à mcrveillc , mentre quelle di acciaio, di orologi e di gioielli, nono­stante forti sovvenzioni, producevano a prezzi tali da escludere ogni speranza di esportazione*3) Tuttavia, il Barbantane aveva già individuato il problema centrale al quale mirava tutta la politica granducale e per la risoluzione del quale tutto si giustificava: il flagello secolare delle carestie periodiche; e perciò tanto lui quanto il Durfort seguirono lo svolgersi della nuova politica con la massima attenzione, nonostante un palese scetticismo sulle possibilità di successo.
Primo di tutto, essi sottolineano i più evidenti effetti negativi e prin­cipalmente il continuo aumento dei prezzi: già nel 1773 l'olio costava due volte, ed il vino quattro volte di più del 1766, quoique la récolte en ait été à peu près égale , e si ebbero seri disordini a Firenze, ove la folla giunse a fermare il Granduca per istrada, finché egli non la tranquillizzò con ab­bondanti elemosine. Peggio ancora, se ne approfittarono alcuni perfidi mo­nopolisti e speculatori (la solita spiegazione popolare, che i diplomatici non si preoccupano di controllare): i boulangers, qui s'entendent pour abuser de l7entière liberto dont ils jouissent ; un certo agente bancario Orsi, une vraie sangsue d'Etat e ses iniques spéculations ; ed i possesseurs de vignobles la cui a varise avrebbe mantenuto alto il prezzo del vino. E poi una continua emigrazione, ora dedotta dalle cifre sulla popolazione, dava una prova finale della misere, chèreté, et mécontentement delle città. Sicché nel 1785 il Durfort credette di poter riassumere la situazione assai sfavorevol­mente: Quant au parfait équilibre, le pain à tres sols ici constament fait la réponse: les salaires ne répondent pas à ce prix, la misere en est la suite, les émigratìons achèvent la preuve et l'attention du gouvernement à rem-placer ce vuide par des gens quelque fois plus que suspeets est encore un vice résultant de cettc doctrine. Enfin dans cette heureuse balance les
1) 143A: 1-6-1787; MSB: 10-8-1787; 143A: 27-4, 8-6 e 1-6-1787.
2) Appendice HI-V.
3)* 141B: 11-2-1785; 135: 4-6 e 26-11-1773.