Rassegna storica del Risorgimento

1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
anno <1958>   pagina <215>
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Le rifórme leopoldine in Toscano 215
esportare il grano dalla Maremma per poi reimportarlo a Livorno con gran profitto. 1> Ed i più sfavoriti furono, senza dubbio, gli abitanti delle città impiegati, artigiani, piccoli mercanti, disoccupati, i cui salari non seguivano il crescente costo della vita; e sono essi, infatti, che si solleveranno nell'estate del '90 per scuotere, durante quattro mesi, tutto l'edificio leopoldino.
I tumulti, secondo la minutissima descrizione del Durfort, ebbero inizio a Pisa e a Pistoia come manifestazione soprattutto di carattere religioso, per divampare poi a Livorno, ove l'Arcivescovo di Pisa dovette intervenire a proteggere gli ebrei, ed infine a Firenze, ove una folla inferocita saccheggiò parecchie case nobili, obbligò i proprietari a svuotare i magazzini a mezzo prezzo, cacciò il Gianni, verso il anale mostrò un odio particolare, e minacciò il sacco ai palazzi dei Reggenti se entro 15 giorni tutto non fosse stato remi s sur rancien pie : cioè, controllo dei prezzi, divieto d'esportazione e ricosti­tuzione delle confraternite.z) Pur compiangendo le loro sofferenze, il Durfort non nasconde un certo sdegno: se il Granducato non fosse stato del tutto privo di soldati, onesti tumulti non sarebbero mai avvenuti. Tremila riottosi su di una popolazione cittadina di 80.000 anime furono pochi; e nonostante il cedimento della Reggenza ( c'est tout ce qu'on pouvoit faire pour le mo­ment ), una milizia formata spontaneamente dalla noblesse et benne bourgeoisie riuscì a ristabilire l'ordine prima che giungessero i 100 soldati chiesti d'urgenza nel Milanese. s)
Ma furono proprio i tumulti, e la conseguente sospensione delle leggi leopoldine, che finalmente convinsero il Durfort della validità dell'esperi­mento. Dopo quattro mesi di rinnovato protezionismo, i poveri erano sempre più miserabili, il pane sempre più caro e le elemosine quanto mai necessarie per evitare la fame: On s'attend a une Ioi qui concilie l'Intérèt des pro-priétaires avec la Misere du Peuple, que l'effervescence de cet été n'a pn en dernier résultat qn'augmenter . E non dovette aspettar molto: l'editto del 27 dicembre 1790, che ritirò tranquillamente tutto quanto era stato strappato ai Reggenti nel giugno senza un lamento, gli sembrò che soddi­sfacesse tutte le sue esigenze.
e II est certain... que l'experience est en faveur de la liberti dans un pays on des approvisionnemens... subits pour des places de guerre... n'ont pas lieu .4) Le premesse pratiche furono dunque adempite; e se spettava ancora al governo di risolvere la spinosa questione della miseria cittadina, era ormai fuori dubbio che quel liberalismo che il Durfort aveva confinato dieci anni prima fra le follie dei filosofi era riuscito ad affrontare la crisi eco­nomica molto meglio di tutto l'ammasso di restrizioni e di catene che il go­verno leopoldino, egli riconosceva, aveva tanto coraggiosamente spazzato via.
ERIC W. COCHKANE
3 135; ii 7 177:1; 142 B: 1-12-1786; 141 A: 28-1-1785. Sono da confrontarsi le condì-ioni molto meno favorevoli trovate io alcun zone del Pisano dal Mmm, Proprietari t contadini toscani nelle riformo leopoldine, in Movimento operaio, VII, 1955, pp. 173-229.
:;) La narra li va pud confrontarsi con quella del Gianni pubblicata nei suoi Scritti di pubblica economia, Firenze, 1848,1, 208-65. Il O. però non si riferisce a nessuna * provocaione
3) 144 B: 4-6f JX-6 e 13-8-1790.
4) 144 B: 19-11 e 31-12-179.0,