Rassegna storica del Risorgimento
1766-1791 ; FRANCIA ; TOSCANA
anno
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1958
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pagina
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218
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218
Etic W. Cochranp
Livrc turato?
Esportazione (iu maggior parte alla Francia): 5.669.750
Bilancio sfavorevole (sempre solo attraverso il trasporto per
via di navi francesi)!" * l -Pi'-T' Mri ,.T11 *' 8.51785
Importazione-esportazione con la Francia su navi francesi: 1790 (144 B: 1790, alf. 90).
Livrc louruoì
Importazione ,,..,. . ;.:.. ........ ,. ,- 2.943.575
Esportazione fL . . WL 3 ..- . , ; v 1.420.490
IX. Copia in lingua italiana d'una lettera di Mona. Pietro Frattzesi, vescovo dì Montepulciano, al Granduca, del 9 marzo 1787, in risposta ad una circolare del gennaio 1787, 143 A: al IT. 80-105. 25 fogli MS. Sommario. (Il silenzio del Durfort sul modo in cui se lo procurò può permettere dubbi sulla sua autenticità. E comunque interessante soprattutto per la chiarezza con cui le tesi anti-ricciane sono presentate).
Dopo una prefazione rispettosa, stabilisce tre premesse: che 1) e le forme canoniche esigono la considerazione di tale materia di tutti i vescovi provinciali riuniti. e non consultati separatamente; 2) le competenze d'un consiglio episcopale sono strettamente limitate, e nessuna pretesa riforma può essere adottata in una sola provincia che contraddica le norme, le leggi e le tradizioni della Chiesa universale. Poi replica a certi punti specifici della comunicazione granducale: sulla supposto rivendicazione dei diritti episcopali che sarebbero stati tolti ingiustamente dalla Corte romana, scrive che il Cristo non autorizzò mai i vescovi a sottrarsi alle dottrine ed alle decisioni della Chiesa; al proposto ritorno a S. Agostino, risponde che questi non compose mai Istruzioni teologiche, nò dommatiche... che si possano spiegare nelle scuole . e perciò letteratura del genere che si spacciava corno * agostiniana ' derivava da un'ascrizione al santo di dottrine che non furono mai sue. Si domanda gentilmente se agli augusti orecchi fossero giunte le notizie di certe innovazioni di Dottrine che per più di un secolo [hanno] cagionate le prò ostinate turbolenze nella Francia : guai se si ripetessero qua! e dà un esteso riassunto delle basi erronee del Giansenismo francese come egli lo concepisce. Circa le proposte riforme liturgiche, ammette che tante frivolezze si frammischiano al bene generale, ma le qualifica come innocenti, e segnala come pericolo che tante persone trovino che... fino allora non hanno creduto bene . È assurdo supporre che questa buona gente possa ragionare da teologo. Infine, ammonendo che siamo in tempi purtroppo alieni dal fervore e dalla Pietà e perciò poco adatti a scosse alla poca fede che rimane, conclude che nessuna questione può essere considerata se non da sinodi canonicamente adunati [in cui] rimangono i vescovi in pienissima libertà di deliberare tra loro , sempre nei limiti stabiliti dai Papi e dai concili.