Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
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1958
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Maria Cessi Drudi
tuiva mirare allo scardinamento del potere temporale, base indispensabile, nel suo intendimento. di quello spirituale.
In questo timore che assumeva via via diversi aspetti, potevano far leva facilmente i consiglieri più avveduti, scartando, anche coi mezzi meno simpatici, quelli che passavano per liberali, se pure d'ingegno e disinteresse rari come il Rosmini. Così la fuga fu preparata materialmente dal duca d'Harcourt e aveva per meta la Francia, tanto che il Cavaignac potè annunciare all'Assemblea che il Santo Padre si era imbarcato sul Tenore e il ministro del Culto era corso a Marsiglia per accoglierlo allo sbarco in terra di Francia, mentre i ministri dibattevano la scelta del luogo espilale: Avignone o Fontainebleau ?
Invece fu facile all'abilità del conte Spam- dirottare il viaggio a Gaeta, territorio napoletano, complice la simpatia del cardinal pròsegretario, che probabilmente fece balenare al papa il pericolo di trovarsi in Francia ospite di Luigi Bonaparte, designato futuro presidente della repubblica, parente di quel Bonaparte, principe di Canino, uno dei più accesi avversari del pontefice nei moti romani.
Cominciava già la pressione austriaca sulla diplomazia francese. Fu logico perciò ritrovare a Gaeta, fin dai primi istanti dell'arrivo, l'Antonelli, in veste laica, vicino a Pio IX, anch'esso in abito secolare, in una modestissima trattoria. Li aveva visti il maestro di posta, romano: il ministro bavarese von Spaur montare a cassetta, vicino al cocchiere. Un ministro non monta in serpe che ad un sovrano .
L'allontanamento del Rosmini, cui il papa aveva pur testimoniato fiducia e che lo aveva seguito a Gaeta per consiglio, tanto da esser preconizzato alla formazione di un ministero pontificio con Antonelli, Zucchi e Borghese, fu abile mossa dell'Antonelli, per il quale le simpatie francesi e piemontesi dell'abate ostacolavano il desiderato intervento austriaco.
Altrettanto logico che alla conferenza di Gaeta, perno attorno a cui i plenipotenziari gravitano, sia l'abile cardinale, sorretto dall'inviato straordinario austriaco, richiamato da Madrid, Maurizio Esterhàzy, con pronta tattica. Il quale non ha che l'ordine di restare presso il papa e seguirlo ovunque si trasferisse. Alla sede di Napoli, vacante dello Schwarzenberg, sarà inviato in breve il cavaliere A. von Martini. Perchè di conferenza non si parla, ancora.
Ne aveva proposto il principio, in maniera piuttosto vaga, Napoli, dopo il primo diniego viennese di portare la questione alla conferenza di Bruxelles desiderata dalla Francia 2) auspicando l'intervento di tutte le potenze cattoliche, più tre non cattoliche (ma Pietroburgo aveva nicchiato). Forse all'insaputa di questa mossa napoletana, fatta direttamente a Vienna, la Spagna, a Gaeta, in una riunione degli ambasciatori, propone un congresso preparatorio, ma l'invito cade nel silenzio e invece si pensa ad una riunione diplomatica per accordi militari .
J) S. A. W., Rome - Vario XI - 202 - Schwarzenberg da Olmute - 23 gennaio.
Non ho trovato agli atti la proposta napoletana. Neppure il MOSCATI (Austria, Napoli 9 gii itati conservatori italiani, Napoli, 19S3), nella sua lucida sintesi reca notizia diretta dell'origine della conferenza: ne parla lo Schwarzenberg in una istruzione alPEsterhfizy del 9 febbràio, nei termini che ho riportati.