Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
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1958
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Maria Cessi Drudi
la conservation et, par là, de contribuer efficacement au retour du repos et de la tranquìllité dans la peninsule .*)
L'Austria trova logico invece rivestire l'impresa d'un carattere essenzialmente cattolico. Carattere che il Palmerston non può approvare, né condividere: non perchè protestante, ma perchè la sua concezione liberale distingue nettamente la necessità d'un regime costituzionale agli Stati romani, come baluardo sicuro ad ogni rivoluzione, e la convenienza dell'indipendenza del pontefice, che egli ammette, ma non la vede indispensabile fra le mura di Roma. Su questo punto la sua concezione protestante gli nasconde la necessità dottrinale che la sede di Roma sia quella del pontefice, in quanto è il successore del primo vescovo di Roma, S. Pietro. 2)
Nemmeno l'abate Gioberti, malgrado quanto aveva dichiarato sulle funzioni civili del pontefice, vede possibile l'accordo fra le potenze cattoliche per la restaurazione; e in una lettera all'inviato spagnuolo a Torino rifiuta la proposta di Madrid a tale scopo: ma, anche se inconfessato, è chiaro il fine di arrogarsi il merito di eseguirla da solo.
Ad appianare le difficoltà al Cancelliere, Gioberti cade e con lui la velleità sarda d'intervento negli Stati pontifici, mentre gli umori di Gaeta verso Torino diventano sempre più aspri, fino a perseguire anche nel Napoletano l'abate Rosmini, già tanto in auge.
Se poi la Sardegna, mentre è in vigore l'armistizio, facesse qualche moto offensivo, come invadere a mano armata la Toscana (è quanto velatamente si teme), l'Austria sarebbe costretta a muoversi a sua volta, occuperebbe le Legazioni e Ancona e la misura sarebbe giustificata dall'appello papale.
Constatata la gravissima insufficienza di Spagna e Napoli, e l'inaccettabilità della proposta francese sull'aiuto da parte della Sardegna, bisogna ripiegare sull'accordo delle due grandi potenze cattoliche: Francia e Austria.
Accordo piuttosto difficile, ma non impossibile, purché si rimanga sulla base della Nota del 18 febbraio, e la Francia, pur tenuto conto dei suoi imbarazzi interni, mantenga l'impegno dell'appoggio morale e, se del caso, anche materiale.
I plenipotenziari francesi sembrano convinti. Evidentemente pesa sul loro atteggiamento la gravissima condizione finanziaria francese, già confidata al Thom dal Thiers (24 marzo '49), per cui la Francia non potrà, per due anni almeno, prender parte ad alcuna guerra, a meno d'un grande obbligo politico d'onore . Le istruzioni ricevute ripiegano sull'ultima proposta del governo di Parigi: i mezzi conciliativi, perchè l'intervento armato sembra difficile da giustificare davanti all'opinione pubblica. s)
A Gaeta si passa alla divisione dei ruoli, distribuiti dall'Antonelli, secondo le istruzioni confidenziali ài Esterhàzy, tacendo ad arte sulla questione del presidio austriaco d'Ancona, per non suscitare gelosie francesi.
In questo modo il cardinal pro-segretario non fa che eseguire le istruzioni che la cancelleria austriaca ha fatto pervenire al suo inviato ancora il 5 marzo4)
i) Vedi B. MOSCATI, op, cti. p. 44.
2) Cfir. Atois SIMON, art. cil.
*) A. S. W., Naples XI - 4.
i) A, S. W., Rome - XI - 202 - Expéditions - Anche in R, MOSCATI, OJ>. cit., p. 52.