Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <229>
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Contributi alla storia della conferenza di Gaeta 229
da Olmiitz, in una lettera di tono piuttosto severo, in certi punti risentito e perfino sarcastico.
Se il Santo Padre ha sbagliato col farsi patrono delle esagerazioni nazio­nalistiche, così da diventarne la vittima ed è obbligato oggi a cercar scappa­toie per giustificare la sua invocazione dell'intervento straniero, tocca all'Au­stria, che non-ha alcuna colpa di questo stato di cose, subirne le conseguenze?
Il governo pontificio non può non convenire a tale logica del principe*
D'altronde, il 18 marzo la Sardegna ha denunciato l'armistizio e non è certo il momento per l'impero absburgico, già in confessate difficoltà per la ribellione ungherese, di stornare uomini e cure dai nuovi torbidi dell'Italia settentrionale. Tanto meno di urtarsi con la Francia, mentre si è riaccesa la guerra in Piemonte, lotta in cui la nazione francese è spinta da affinità ideologiche, a intervenire.
La conferenza di Gaeta, progettata e imminente, *) potrà ottenere questa azione concorde francoaustriaca, fiancheggiata da tutti i mezzi che sono a disposizione della corte di Roma, per influire sulla opinione pubblica e sul clero francese e aiutare l'opera di persuasione del cancelliere, cui preme l'ap­poggio francese, sia per ridare ordine all'Italia centrale, sia perchè la Francia rimanga neutrale negli eventuali sforzi austriaci a ripristinare i governi scon­volti. La neutralità francese che si esige riguarda in realtà solo il Piemonte.
Un intervento austriaco isolato provocherebbe si quello francese, ma sotto l'aspetto antiaustriaco e rivoluzionario e, ingrossando le fila dei rivoltosi, accrescerebbe le speranze dei seguaci di Mazzini, e l'Italia centrale correrebbe alla propria rovina. Rien n'est triste comme cette verité afferma il prin­cipe Scbwarzenberg. Ma i governanti italiani non possono accusare che se stessi e le loro false concezioni politiche.
H cancelliere usa il plurale, enumerando i vari principi italiani che hanno deviato dalla linea tracciata nel '15, ma la sferzante lettera è diretta all'in­viato presso il Santo Padre, di cui gode così completa confidenza: sarà suo dovere ricordargli le pesanti parole a tempo e modo opportuni.
Schwarzenberg non mostra i denti soltanto a Gaeta.
Una sua calcolatissima confidenza al diplomatico che a Parigi tratta la questione romana, mette in serio imbarazzo il cardinal pro-segretario di Stato. Ha fatto svelare dal Thom a Dronyn la richiesta di intervento isolato, indirizzata dal papa all'Austria. Impermalito, il ministro francese, si rifiuta di collaborare con l'Austria e non autorizza il suo plenipotenziario a Gaetaz) a stabilire le modalità dell'intervento a fianco dell'Austria, lagnan­dosene col nunzio apostolico.
Una lettera confidenziale e segreta di mona. Fornari l'ha trasmessa all'Antonelli, che non ha potuto smentirla e ne ha riversato la colpa alle esi­tazioni del governo di Parigi, mentre la restaurazione pontificia è urgente. Il cardinal pro-segretario recrimina apertamente al cancelliere, il quale però giunge in tal modo a costringere il governo francese ad impegnarsi con un programma minimo, nonché ambiguo: una crociera navale a Civitavecchia, per sostenere le forze napoletanc-spagnuole. So però le truppe absburgiche passassero il Po, i Francesi sbarcherebbero in senso ostile all'Austria e fa vo-
1} A. S. W Rome XI - 202 - Expnditioms - Olmata, 27 marzo. 2) A. S, W.f Franco - Rapporta - 36 - Thom, 14 mano.