Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1918
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pagina
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559
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Una letterona Medita di V. Gioberti a P. Dionigi Panelli 589
lui, si nutrivano esagerati pregiudizi. Per raggiungere questo fine il Dal Pozzo ebbe il gravissimo torto di attenuare nel suo scritto le colpe dell'Austria verso gli italiani e di esagerare quel po' di bene che, secondo lui, in campo amministrativo, essa aveva recalo. Ma d'altra parte era anche logico che questa tesi, predicatri.ee di viltà, suonasse ben aspra e molesta agli orecchi di quegli italiani che, malgrado la tristizia jjjjfé tempi e l'amarezza dell'esilio, tentavano di acuire l'odio verso gli oppressori e di svegliare nel propri concittadini un maggior sentimento di indipendenza, di dignità ed un maggior fervore di coscienza nazionale.
Ora, per venire al proposito nostro, come si comportò il Gioberti di fronte a questo libro così condannato e maledetto dai suoi compagni d'esilio?
Scriveva al Pinelli il 7 marzo: ' il tuo illustre zio mi ha usato un mondo di gentilezze, e benché per l'eccessiva lontananza d'abitazione lo vedessi di rado, ci andava però il più spesso che poteva. Ma da qualche mese in qua non ci sono più ilo : e atteso l'amicizia che corre tra noi, te ne dirò schiettamente il motivo. Tu conosci senz'al-cun fallo l'ultimo libro ch'egli ha stampato. Poco dopo la sua pubblicazione, egli me ne mandò a regalare una copia. Versando esso sopra di un tema, in cui le mie opinioni sono del tutto contrarie alle sue, e non potendo né anco onorevolmente dissimularle per l'importanza del soggetto ; e d'altra parte non parendomi conveniente il palesargli schiettamente il mio dissenso, come farei ad un mio famigliare, ed entrare in controversia seco, e né anco permettendolo la mia timidità, presi il partito di rendergli visita con una polizza. Ora converrà che io ci vada in persona : e ti confesso, ohe non so bene come potrò accordare la sincerità che è uno stretto dovere sovra-tutto in queste materie, con quegli altri riguardi di sorla , E il iSmag-gio tornava a scrivergli in proposito 2: Ho caro assai che tu abbi impreso a confutare l'opera Della felicità, ecc. .è so dirti che l'opera tua non sarà solamente utile agli italiani, ma grata allo stesso autore. Dico questo, sia perchè la critica nelle tue mani sarà accompagnata da quei riguardi verso di quello, che altri forse non avrebbe : e perchè egli mi ha detto che amerebbe di vedersi confutare colle ragioni, e so da altri ch'egli sarebbe disposto ad assumersi l'impressione dell'opera. Quando l'avrai scritta, mi farai gran favore a mandarmela : e se vorrà avere il mio giudizio, te lo prometto da aristarco
J GIAN, op. alt,, 5i. fl CLAN, op. cifri 57.