Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
anno
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1958
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pagina
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233
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Contributi alla storia della conferenza di Gaeta 233
I Francesi non. hanno ricevuto alcuna istruzione, né mono sul loro resoconto della prima seduta: ed è questo senso di abbandono che li rende così malsicuri. È meglio attendere.
In realtà chi sta trattando a Parigi con la diplomazia austriaca è il Tbiers, e col beneplacito, anzi il suggerimento del presidente della repubblica e certo con quello di Odilon Barrot. Convince Hiibner del pericolo di dare pubblicità all'accordo austro-francese: darebbe man forte in Francia ai rossi e sfiducia a tutti i partiti. Entrambi i governi vogliono la pace; la Francia poi non può assumersi una guerra. Intesa segreta, intervento isolato, non solo, ma addirittura di apparenza contrastante per adattarsi alla volontà pubblica. Certo un male, ma inevitabile, commenta il Thiers.
Si delinca chiara la manovra dello Schwarzenberg, che vuole condurre la Francia all'intervento militare in Boma, addossarle, davanti al mondo rivoluzionario, o almeno liberale, la responsabilità della restaurazione papale e reazione e in tal modo legarla alla propria linea politica, in clamorosa rottura con i mazziniani e i suggerimenti di Lord Palmerston.
La presenza del premier inglese è sempre in sordina, ma costante. Per il cancelliere è addirittura un'ossessione, si che egli ha l'impressione di esserne spronato, anche nei momenti in cui quello se ne disinteressa.
La presenza in Italia meridionale di Lord Minto e di Lord Napier acquista, anche per l'affare di Roma, un'importanza evidentemente maggiore che non abbia. Palmerston è conscio della suggestione, fra l'odio e il timore, ed anche il disprezzo, che inspira, ma direttamente si limita a suggerire riforme d'indole liberale che l'Austria esiga dal Santo Padre e la Francia imponga: suggerimenti e consigli, anche se di tono risentito, introdotti per le normali vie diplomatiche. In un colloquio confidenziale col Colloredo, il Palmerston sottolineerà sempre*) che non intende prender parte attiva negli affari di Roma e si permette soltanto delle opinioni . Le quali non sono contrarie alla restaurazione papale da parte delle potenze e lo ha dichiarato anche al Rusconi il 3 giugno ma che vede la grande difficoltà a introdurre le forme liberali di governo atte a impedire l'amministrazione arbitraria del clero, nella resistenza personale di Pio IX. Gli parrebbe abbastanza che i consigli del Memorandum 21 maggio 1831 a Gregorio XVI fossero presi per base della restaurazione papale, rendendo più forti ed estese le amministrazioni municipali e provinciali, sotto una Giunta centrale.
La terza seduta della conferenza è molto scialba: non fa che approvare l'intervento isolato napoletano,mosso dal pretesto di una sedizione ad Ascoli2), ma dalla segreta speranza da parte del plenipotenziario spagnuolo, e di quello austriaco, che apra la via a più veloce disbrigo dell'affare. I due hanno convinto anche il d'Harcourt (il de Rayneval era a Napoli) a tessere pazienti ed inutili fila diplomatiche col Martinez, persuadendolo che l'operazione isolata non avrebbe potuto sollevare obbiezioni né di fatto, né di diritto. Veramente l'Antonelli confida all'Estcrhazy ohe teme più che sperare l'opera napoletana, che anzi può offrire all'Inghilterra e alla Francia l'occasione di proclamare inutile Parato straniero e quindi compromettere definitivamente
) A. S. W EngL 28, 22 luglio; S agosto. z) Gfr. R. MOSCATI, op. eU. p. 60.