Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <234>
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Morìa Cessi Drudi
l'indipendenza del pontefice. Egli considera l'operazione napoletana mossa da reazioni popolari, di cui sono ispiratori gli agenti francesi e inglesi,
Mercier è un agente di Drouyn che, fallita la missione di preparare la spontanea sottomissione al papa e del pari fallita la persuasione presso Pio IX di rifugiarsi in Francia, rimane nella città papale, dove si sa che sarà raggiunto da altro agente diplomatico, sempre intento alla sua opera conci­liativa.
Ma la decisione formale dell'intervento è infine assunta da Drouyn che chiederà all'Assemblea il credito per la spedizione, già sulle mosse: pour sauvegarder la liberto du peuple romain et pour servir de contrepoids à l'in-fluence tonte puissante de l'Àutrìche . Mentre egli stesso ormai e il Mole e il Thiers in realtà si sono impegnati ad un accordo con Vienna.
Il sicuro ascendente che va prendendo il partito cattolico, a cui sembrano indirizzarsi le speranze dei benpensanti, sbigottiti dallo squilibrio della Fran­cia, come all'unica salvezza e che è rappresentato dal ministro Falloux, è stata la spinta ultima alla grande decisione.
Eppure, nel domandare il credito all'Assemblea, da parte del Governo non si è avuto il coraggio di chiarire il vero scopo della spedizione: il papa non è stato uè meno nominato. Soltanto il Thiers, conscio della propria intangi­bile potenza, ha osato sostenere in Assemblea che si va a Roma per ristabi­lire il governo pontificio. L'Hiibner riferisce: Que feriez vous gli domanda uno della Montagna si les républicains de Rome résistent ? Eh, bieu, s'ils résistent, ils seront étrillés par leurs frères, les républicains francais.
Non si può negare che il Thiers simulasse pubblicamente l'esatta visione della situazione. Al punto di rassicurare l'Hiibner sulle dichiarazioni par­lamentari contrastanti di Odilon Barrot e Ledru-Rollin. Se il Barrot ha dichiarato che si va a Roma per salvare la vera libertà, c'est à dire pour protéger les cotruins contre les honnètes gens traduce il Thiers, non è nel vero. Bisogna credere a LcdruRollin che ha rimbeccato: Vous y allez d'accord avec l'Autriche pour rétablir le pape et pour taire à Rome absolu-ment ce qu'y ferait l'Autriche . Ed è esatto. l)
L'impressione che la diplomazia francese si sdoppi in maniera clamorosa, si precisa sempre di più. A Parigi, la politica del Thiers, e anche di Mole, è decisamente in accordo col gabinetto imperiale: restaurazione assoluta con parvenze liberali, linea a cui il Drouyn piega, accontentandosi, a detta del-l'Hiibner, di qualche frase altisonante in un bel proclama papale: in termini cosi vaghi e generali, come il Santo Padre vorrà . Proclama che non sarà mai pubblicato, perchè mai né meno concepito.
Lo sbarco (24 aprile) è attuato con la decisione di fermarsi a Civitavec­chia e non entrare in Roma per rispettare la suscettibilità austriaca , in realtà per ottenere non solo l'autorizzazione e il credito dall'Assemblea (se­duta del 17 aprile), ma più per calmare l'opinione pubblica francese e sotto la minaccia di dimissioni di ben tre ministri: Falloux, Buffet e Leon Faucher. '-)
1) Cfr. R. MOSCATI. op. alt., p. 58.
2) La legge fu discussa e adottata per fr. 1.200.000 poc il corpo di spedizione destinato il'Italia, dopo la dichiarazione di Favra: la pensée du gouvernomcnt n'ost pus de tauro con-conrìr la Franco è l'asBerviflflentent de la répttbliqne qui exiato actuolloment ù Rome ; e pia in là: que la Franco ne fera pus flottec son drapeau à cOic de celai de l'Autriche .