Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <235>
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Contributi alla storia della conferenza di Gaeta 235
Infatti il proclama di Marsiglia, in cui è detto che la Francia ne souf-frira pas que Rome soit à la merci d'une puissance étrangère, ni à celle d'une miuorité turbolente e quello sullo sbarco di Civitavecchia,J) sono motivi di lagnanza dell'ambasciatore russo a Parigi, presso il presidente stesso.
H generale Oudinot ha sottolineato in una lettera al papa gli scopi del­l'intervento: la France est résolue à conserver l'influence indispensable à 1 affermissement de l'ordre social, en méznc tems que les intérets generaux de toute la Chréticnté . Così Io sbarco, lungi dal sollevare le ansie del papa del Sacro Collegio, delle potenze, è fonte di inquietudini nuove, aggravate dall'attitudine delle truppe verso i soldati repubblicani, dall'insistenza dei plenipotenziari, che, spalleggiati, assumono nuova importanza ed esigono garanzie costituzionali.2)
Si corre ai ripari. L'Esterhazy suggerisce al cardinal segretario di nomi­nare una commissione pontificia per Civitavecchia ed una giunta governativa per Roma, che concretino sia per i Francesi che per i Romani l'indiscussa autorità papale. La lettera poi con cui il pontefice risponde al generale Ou­dinot si richiama all'intervento concorde delle quattro potenze, di cui si aspetta il prossimo concorso e fa ampia e precisa riserva sulla propria sovra­nità indipendente.
Peggio: il presidente Bonaparte sconfessa Oudinot. Quel benedetto uomo non perde occasione di far della politica, magari contrariamente agli ordini ricevuti dal proprio governo e alle istruzioni verbali del presidente stesso.
L'Hiibner, nel riferire queste parole del Bonaparte, mette un gran punto interrogativo: ricordandone le origini politiche, le tradizioni familiari e, at­traverso i mali consiglieri (fra cui l'ambasciatore inglese), l'influenza di Pal-merston che rimane costantemente la grossa spina della diplomazia austriaca.
Davvero parrebbe strano che, per quanto trascinato da un fervore poli­tico, il generale si addossasse la responsabilità d'un indirizzo nettamente contrario agli ordini e alle istruzioni. 31
Da parte sua il Thom confessa d'aver subito a Parigi un attacco di estre­ma violenza da parte di Drouyn, che gli afferma esplicitamente la spedizione di Civitavecchia decisa come contrappeso alla straripante influenza austriaca in Italia: occupazione di Alessandria, presa di possesso di Parma e Piacenza, prossimo intervento militare in Toscana, occupazione di Bologna, indennità di 200 milioni richiesta al Piemonte. Egli minaccia apertamente uno sbarco di 50 mila uomini sulle coste italiane: solo allora le influenze delle due potenze saranno bilanciate.
Bisogna però notare che a brevissima distanza di tempo (3 maggio) il Thom stesso constata un completo changement à vuc del gabinetto fran-
1) A. 3. W., France 31. HiUracr; Para, 3 mai: Il proclama di Oudinot da Civitavecchia è stato redatto a Parigi. A Marsiglia Oudinot aveva parlato dell'Austria o dimenticato il Papa; a Civitavecchia parla solo idVUlustro Pio IX e del governo attuale che non si vuoto appoggiare perchè non è stato riconosciuto e non i parla della potenza straniera .
2) A. S. W., Napoli XI. 4. Martini a Sehwarzenberg, 4 maggio.
3) Dei gU0 incerto atteggiamento testimonia il Castellani (La Repubblica Veneta cil., dac. 562) che parla d'un primo produrmi ai Romani con cui diceva venire i soldati di Francia a reprimere l'anarchìa e a difendere i diritti del papa. Piìi tordi, dietro dichiarazione del pre­side quel proclama fu sostituito da un altro: non intervenire la Francia a ledere il principio di nazionalità, né imporre alcuna forma di governo, ma per secondare il voto delta maggioranza .