Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <236>
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Maria Cessi Drudi
cese, o sia del Drouvn. Era di fuoco, osserva, ora è di ghiaccio, per tutte le questioni italiane Piemonte, Legazioni, Toscana. Gli appare guidato non da ce un système politique fermement arrété , ma dalle impressioni del momento: cioè lo scacco subito da Oudinot a porta Gavalleggeri. *)
Il resoconto ufficiale della quarta seduta (redatto, è opportuno ricordar­lo, dal de Rayneval) testimonia la lotta insistente dei plenipotenziari francesi per ottenere da Pio IX una promessa, un impegno, se non di costituzione* almeno di conciliazione dell'idea religiosa-assolutista con l'idea liberale; l'as­sicurazione che non avrebbe rinnegato il suo passato così recente, né retro­cesso dalla via in cui era entrato gloriosamente e coscientemente, in un pro­clama, un manifesto che fosse non solo impegno pubblico, ma esortazione calmante, preparazione all'entrata delle truppe francesi in Roma.
Il calore della perorazione francese è riflesso nella prosa pur diplomatica, del resoconto, nonché nella lunghezza della discussione e persino nella scru­polosa relazione dell'Esterhàzy al cancelliere.
Ma le cinque ore di calde ed anche logiche argomentazioni s'infrangono-contro la decisa volontà dell'Antonelli: il papa è libero di giudicare ciò che convien al suo Stato costituzione o meno e tale esigono che rimanga tutte le potenze cattoliche europee. L'Austriaco, che sa bene quale e quanta sarà la libertà di giudizio e di decisione del Santo Padre, è il più solido appog­gio alla tesi del cardinal pro-segretario. Gli altri due lo assecondano osse­quienti ed egli conclude trionfante: i plenipotenziari francesi furono costretti a ritirare ad una ad una le formule via via proposte, senza poter strappare una sola concessione all'indipendenza papale.
Tanto meno il sospirato proclama, punto vitale delle richieste francesi. cosi che l'Antonelli devia, devolvendone la decisione personalmente al papa.. coadiuvato dal Sacro Collegio.
Stavolta i plenipotenziari francesi hanno ricevuto ordini pressanti. A scanso di ogni loro responsabilità ed a futura testimonianza della loro azione insistono con una nota aggiunta all' Antonelli, in cui ribadiscono la ne­cessità di una pubblica assicurazione pontificia. Parigi, che si sarebbe accon­tentata anche se fosse stata redatta in termini vaghi e generici, è imbaraz­zata doppiamente e non solo imbarazzata, ma mortificata di tale signi­ficativo silenzio. Au lieu de prendre lui mème la parole si lamenta Drouyn c'est nous qu'H laisse ètre en quelque sorte ses organes, satts que nous-sachions si nous sommes des interprètes fidèles de Sa pensée. Au reste, nous ne sommes pas exigeants; qu'Q tienne un langage conciliant, qu'Il s'adresse non à Mazzini et à ses pareils, mais à la partie saine de la population romaine et nous serons satisfaits , Ma il proclama di Oudinot cifre buon pretesto al cardinal pròsegretario per coprire il rifiuto del Manifesto papale, su cui il de Rayneval non s'è stancato di insistere anche nella quinta seduta della conferenza.
Le due dichiarazioni, secondo il cardinale, avrebbero dovuto essere con­cordate in precedenza: la pubblicazione di quella di Oudinot rende inutile non solo quella papale, ma anche ogni discussione in proposito.
Una reazione molto teatrale, ma pochissimo efficiente, s'affianca al man­cato proclama papale: il te di Napoli è corso a mettersi alla testa delle sue
1) A. S. W., Franco - 30.